“Riteniamo che l’imputato abbia rilasciato più volte delle dichiarazioni diffamatorie che sono totalmente false e vanno a minare il lavoro svolto non solo da noi, ma soprattutto dal nostro papà”. Lo ha detto Enrico Giarda, dello studio Giarda, al termine dell’udienza del processo a Massimo Lovati, accusato di diffamazione nei confronti dello studio.
Giarda, che con il fratello si è costituito parte civile, ha ribadito che “non c’è stata nessuna macchinazione” nelle indagini difensive svolte nel 2016 nell’ambito della vicenda giudiziaria di Garlasco. “L’avvocato Lovati sa benissimo che non c’è stata nessuna macchinazione”, ha affermato, ricordando che sulla vicenda “il GIP di Milano ha già chiarito inequivocabilmente che tutto è stato svolto nel rispetto delle regole e del codice di procedura penale”.
Rispondendo a una domanda sull’impatto del processo in un momento in cui potrebbe arrivare la revisione per Stasi, Giarda ha aggiunto: “Sinceramente ne avrei fatto volentieri meno”. “Vogliamo andare avanti solo perché non vogliamo che venga infangata la memoria di nostro padre, che ha lavorato sempre costantemente in maniera corretta”, ha concluso.