Difesa europea, sostegno all’Ucraina, investimenti militari, missioni nel Mar Rosso e contributo italiano alla Nato. Nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha affrontato numerosi dossier strategici, delineando la posizione del Governo sui principali scenari internazionali. Dalla proposta di una difesa continentale europea fino alle risorse destinate all’Alleanza Atlantica, il ministro ha illustrato la linea dell’esecutivo su sicurezza e politica estera.
La proposta di una Difesa continentale europea
Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il progetto di una maggiore integrazione militare europea. Crosetto ha spiegato di aver scritto sei mesi fa ai ministri della Difesa dei Paesi dell’Europa continentale proponendo la costruzione di una difesa comune da integrare con la Nato.
Secondo il ministro, un sistema di difesa più ampio garantirebbe una capacità di deterrenza superiore. Una forza più numerosa, ha osservato, sarebbe infatti in grado di rafforzare la sicurezza collettiva e potrebbe anche superare alcune delle difficoltà che oggi rallentano il percorso decisionale dell’Unione Europea a 27, compresi i veti che complicano temi come l’integrazione dell’Ucraina. Crosetto ha inoltre sottolineato che si tratta di un’iniziativa promossa dall’Italia, evidenziando come Roma abbia già avanzato la proposta e sia ora in attesa delle risposte degli altri partner.
Crosetto ribadisce che il sostegno a Kiev è prioritario
Nel corso dell’audizione il ministro ha ribadito anche la posizione del Governo sull’assistenza all’Ucraina, rispondendo alle critiche di chi sostiene che gli aiuti occidentali prolunghino il conflitto. Per spiegare il concetto, Crosetto ha utilizzato un paragone medico: aiutare Kiev, ha affermato, è come somministrare una cura a un paziente. Senza quel sostegno, l’Ucraina rischierebbe semplicemente di non sopravvivere. Per questo motivo il Governo italiano, ha ricordato, ha mantenuto una linea coerente fin dall’inizio della guerra, approvando finora tredici pacchetti di aiuti e continuando a sostenere la stessa strategia.
Nato, quanto versa l’Italia ogni anno
Un altro tema affrontato è stato il contributo economico italiano alla Nato. Crosetto ha chiarito che il bilancio complessivo dell’Alleanza Atlantica ammonta a circa 5,5 miliardi di euro l’anno e che l’Italia contribuisce con una quota dell’8,53%, pari a circa 450 milioni di euro annuali.
Il ministro ha ricordato che gli Stati Uniti coprono il 16,4% dei costi complessivi, la Germania il 14,7%, la Francia il 13% e il Regno Unito circa il 10%. Ha inoltre precisato che ogni Paese continua a sostenere autonomamente le proprie spese militari nazionali, mentre il contributo al bilancio Nato rappresenta una voce distinta.
Crosetto ha poi ribadito che l’Italia farà la propria parte nel rafforzamento dell’Alleanza, rispettando il percorso concordato con gli alleati fino al 2035. Ha ricordato che Roma aveva insistito per prevedere una verifica intermedia nel 2030, così da poter eventualmente aggiornare gli obiettivi alla luce dell’evoluzione dello scenario internazionale.
Secondo il ministro, il contesto geopolitico è profondamente cambiato rispetto a dieci anni fa. Oltre ai tradizionali domini terrestre, navale e aereo, oggi la difesa comprende anche ambiti come l’intelligenza artificiale, i droni, i satelliti e le capacità sottomarine, rendendo necessario un incremento degli investimenti.
Le parole di Crosetto sul programma Safe
Crosetto ha dedicato un passaggio anche al programma Safe, chiarendo che, nelle modalità attualmente previste, rappresenta uno strumento di finanziamento delle spese già programmate per la Difesa e non risorse aggiuntive. Per l’Italia, ha spiegato, Safe costituisce un’alternativa tecnica all’emissione di titoli di Stato come BoT e CcT. Entro la fine dell’anno verrà valutato quanti dei 14,9 miliardi di euro disponibili utilizzare attraverso questo meccanismo, scegliendo la soluzione finanziariamente più conveniente.
Il ministro ha precisato che non si tratta di una decisione politica, bensì tecnica. Le scelte politiche, invece, riguarderanno l’eventuale scostamento di bilancio previsto per settembre, che potrebbe consentire maggiori investimenti destinati alla Difesa e al settore energetico, con effetti negli anni 2027 e 2028. Le cifre effettivamente impiegate attraverso Safe, ha aggiunto, potranno variare e attestarsi intorno ai 5, 6, 7 oppure 8 miliardi di euro, in base alle decisioni che saranno assunte.
La missione Aspides e la situazione nel Mar Rosso
Crosetto ha aggiornato anche sulla missione europea Aspides, impegnata nella protezione della navigazione commerciale nell’area del Mar Rosso e dello stretto di Bab el-Mandeb. Il ministro ha ribadito che la missione non è nata con finalità offensive, ma per garantire la sicurezza delle navi mercantili. Se il quadro dovesse evolvere verso un conflitto aperto, ha spiegato, cambierebbero completamente le condizioni operative e sarebbe necessario rivedere il mandato della missione.
Nel frattempo, l’Italia continua a monitorare costantemente la situazione nello stretto di Bab el-Mandeb e mantiene contatti con tutte le parti coinvolte, compresi gli Houthi, per seguire l’evoluzione della crisi. L’obiettivo, ha concluso Crosetto, resta quello di assicurare la protezione del traffico commerciale e intervenire in difesa delle navi civili qualora venissero attaccate.
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