Nuovi aumenti per i carburanti, con rincari particolarmente pesanti per chi fa rifornimento in autostrada. Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, in appena 24 ore un pieno da 50 litri è arrivato a costare 85 centesimi in più per il gasolio e 80 centesimi in più per la benzina sulla rete autostradale.
Benzina a 2,1 euro e gasolio oltre 2,2 euro
Dona sottolinea come la situazione sia diventata sempre più difficile per gli automobilisti italiani. Sulla rete stradale ordinaria la benzina ha raggiunto oggi quota 2,1 euro al litro, mentre il gasolio ha superato i 2,2 euro. Considerando un rifornimento da 50 litri, in un solo giorno la spesa è aumentata di 70 centesimi per la benzina e di 75 centesimi per il gasolio.
Gli aumenti risultano ancora più marcati in autostrada, dove nell’arco di 24 ore il pieno è rincarato di 80 centesimi per la benzina e di 85 centesimi per il gasolio.
In quattro giorni oltre 2 euro in più
Il confronto con i prezzi dell’8 settembre evidenzia ulteriormente la rapidità dei rincari. In soli quattro giorni, sempre secondo i dati citati da Dona, un rifornimento in autostrada è diventato più caro di 2 euro e 25 centesimi per il gasolio e di 2 euro e 45 centesimi per la benzina.
Anche sulla rete stradale l’aumento complessivo è consistente: il gasolio registra un incremento di 1,95 euro, mentre per la benzina la crescita arriva a 2,10 euro.
Dona chiede più controlli contro le speculazioni
Di fronte alla situazione, il presidente dell’Unione nazionale consumatori sollecita il governo a intervenire contro quelli che definisce gli speculatori. Tra le richieste c’è un rafforzamento dei poteri delle procure e dell’Antitrust, insieme a controlli più capillari nei confronti degli operatori che non comunicano i prezzi al ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Dona chiede inoltre che vengano sanzionati i distributori che non rispettano gli obblighi e che la Guardia di finanza verifichi se il prezzo effettivamente applicato corrisponde a quello esposto.
L’allarme sui pendolari
Il presidente dell’Unione nazionale consumatori critica anche l’ipotesi di interrompere gli sconti sui carburanti, che considera già insufficienti. Secondo Dona, una decisione di questo tipo rischierebbe di aggravare ulteriormente la situazione per i pendolari e per le persone che utilizzano l’auto per lavorare.
A suo giudizio, queste categorie non potrebbero essere adeguatamente compensate né dal bonus pendolari né dagli sconti destinati a singole categorie professionali, ritenuti insufficienti rispetto all’aumento dei costi dei carburanti.
