Un nuovo sversamento nel Naviglio è stato rilevato a Cascinazza, frazione di Robecco sul Naviglio, a una settimana dal precedente episodio che aveva messo in allerta il sistema dei canali. Cap, gestore del servizio idrico nella Città metropolitana di Milano, ha inviato i tecnici per affiancare le operazioni di contenimento e le verifiche richieste dalle autorità.
Secondo il gestore, lo scarico nel Naviglio sarebbe doloso. L’azienda ha parlato di un’“azione dolosa” e ha precisato che al momento non è possibile stabilire con certezza da dove e con quali modalità le sostanze siano entrate nella rete fognaria, trattandosi di un evento esterno e non prevedibile. I flussi vengono monitorati in continuo. Quanto alla ricostruzione della dinamica e dell’origine, Cap ha chiarito che potrà essere definita solo al termine dei controlli e delle verifiche in corso da parte delle autorità preposte.
Dal rinvenimento di Magenta al Cap sversamento Naviglio fino alla Darsena
Nel precedente caso, tra la notte del 5 e 6 settembre, il sistema dei Navigli era stato attraversato da una grande chiazza oleosa, indicata come gasolio o oli esausti. La contaminazione si era propagata per circa 28 chilometri. L’allerta era scattata durante lavori programmati di manutenzione della fognatura a Magenta e, da lì, l’inquinamento si era esteso progressivamente fino a Milano, raggiungendo anche la Darsena.
Per rallentare l’avanzata del film superficiale, sono state posate sette barriere. Non è bastato in ogni punto: una quota di sostanze ha superato gli sbarramenti. A Milano si è fatto leva anche sulla chiusa di via Conchetta per frenare la diffusione. Su questo fronte, gli interventi di contenimento sono stati accompagnati dal monitoraggio del corso d’acqua e da azioni a tutela dell’ecosistema.
Gli idrocarburi hanno comunque causato danni significativi a flora e fauna. Tra gli animali recuperati figura un cigno reale, trasferito al centro Lipu–La Fagiana di Magenta dopo l’esposizione agli inquinanti.
La bonifica e i limiti alla navigazione
Le principali attività d’emergenza legate allo sversamento della scorsa settimana si sono chiuse questa mattina. Ecoroe, la società ambientale chiamata per il recupero e la bonifica, ha riferito di aver impiegato 76 operatori e 50 mezzi tra messa in sicurezza, contenimento, aspirazione, raccolta e trasporto dei materiali contaminati.
Il lavoro ha consentito di raccogliere e avviare a trattamento circa 550 tonnellate di rifiuti liquidi e solidi. I materiali sono stati conferiti alla piattaforma operativa di Milano, rimasta attiva 24 ore su 24, dove la gestione è proseguita fino alla chiusura delle fasi più critiche. A conferma degli sforzi messi in campo, l’amministratore unico Luca Raspa ha osservato: «Questi giorni hanno dimostrato quanto un’emergenza ambientale di queste dimensioni richieda capacità di reagire immediatamente, organizzazione e, soprattutto, collaborazione».
Le barriere assorbenti installate lungo il tracciato per contenere l’inquinamento sono state rimosse ieri, venerdì 11 settembre. La navigazione resta vietata per alcuni giorni, finché gli ultimi riscontri non escluderanno residui rischi. Quanto agli eventi sportivi, sono state autorizzate le iniziative della Canottieri San Cristoforo, ma con le precauzioni indicate dagli addetti e nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza.
