La vicenda giudiziaria tra Ilaria Salis e due suoi ex assistenti parlamentari si sposta sul terreno dell’esecuzione della sentenza. Secondo quanto riferisce il Giornale, sul conto corrente dell’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra sarebbe stato eseguito un pignoramento presso terzi per il mancato pagamento delle spese legali, per un importo di circa 7 mila euro. Sul conto confluiscono anche le somme che Salis percepisce in qualità di parlamentare europea.
Il licenziamento dei due assistenti di Ilaria Salis
All’origine della controversia c’è il licenziamento, avvenuto nel febbraio 2025, di due collaboratori parlamentari, Valentina Dadda e François Gelmetti. Entrambi hanno contestato davanti al giudice del lavoro l’interruzione del rapporto con la loro ex datrice di lavoro. Il Tribunale del lavoro di Milano, in primo grado, ha riconosciuto ai due un risarcimento complessivo di circa 300 mila euro. Nel dettaglio, a Gelmetti sono stati riconosciuti 153 mila euro, mentre per Dadda la somma è stata fissata in 147.900 euro, come risulta dagli atti della vicenda.
Salis ha presentato ricorso in appello
La decisione del tribunale è stata impugnata da Salis, che ha contestato la ricostruzione alla base della sentenza. L’eurodeputata sostiene che il rapporto con i due collaboratori fosse progressivamente peggiorato e che si fossero verificati comportamenti inadempienti tali da rendere giustificata la cessazione del rapporto.
Salis ha inoltre sostenuto di non essere stata informata in tempo del procedimento e di non aver avuto la possibilità di difendersi adeguatamente nel giudizio di primo grado. Le sue contestazioni saranno ora valutate dalla Corte d’appello.
Respinte le richieste di sospendere l’esecuzione
Parallelamente al ricorso sul merito della controversia, la vicenda è proseguita anche sul fronte dell’esecuzione della sentenza. Prima dell’estate, Salis avrebbe presentato due distinti ricorsi con l’obiettivo di impedire l’esecuzione della decisione e fermare gli atti di precetto notificati dagli ex collaboratori. Le udienze relative alle due istanze si sono svolte ad agosto. Secondo quanto riportato dal Giornale, entrambe le richieste sono state respinte, con la conseguente condanna dell’eurodeputata al pagamento delle spese legali.
Il pignoramento per circa 7 mila euro
Sarebbe proprio il mancato pagamento di queste spese, secondo la ricostruzione del quotidiano, ad aver portato al pignoramento presso terzi. I legali di Dadda e Gelmetti avrebbero chiesto di procedere sulle somme presenti sul conto corrente intestato a Salis.
L’importo oggetto del pignoramento, circa 7 mila euro, è quindi nettamente più contenuto rispetto ai circa 300 mila euro del risarcimento stabilito in primo grado. Il pagamento di quest’ultima somma, infatti, resta sospeso in attesa dell’esito del giudizio d’appello.
La prossima udienza è prevista a ottobre
La controversia principale non è dunque ancora arrivata alla conclusione definitiva. Dopo la decisione del Tribunale del lavoro di Milano, il ricorso presentato da Salis dovrà essere esaminato in secondo grado. La prossima udienza è prevista per ottobre e sarà in quella sede che proseguirà il confronto sulla sentenza relativa ai due ex collaboratori parlamentari e sul risarcimento complessivo disposto in primo grado.
Per approfondire: Ilaria Salis condannata a risarcire oltre 300mila euro agli ex collaboratori: “Ho già fatto appello”
