Il governo in Italia ragiona su misure più consistenti contro il caro carburante: tra le ipotesi riportate dal Corriere della Sera figurano un bonus in busta paga per i dipendenti e un intervento analogo per gli autonomi, con possibilità di erogazione a partire dall’autunno. La proposta richiama il sostegno da 200 euro introdotto nel 2022 e punta a dare respiro a imprese e famiglie di fronte al rincaro dei prezzi.
Bonus carburante: i dettagli
Secondo le ipotesi al vaglio, il contributo sarebbe completamente esentasse per il lavoratore e interamente deducibile per l’azienda che lo erogherebbe come fringe benefit. L’orientamento è evitare distinzioni che lascino fuori categorie rilevanti: la misura verrebbe dunque studiata per non escludere chi lavora in regime autonomo.
Il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Matteo Salvini, ha spiegato che serve «qualcosa di più duraturo e sostanzioso» che permetta una programmazione a più lungo termine per imprese e famiglie. «Come gruppo economisti della Lega – ha aggiunto – stiamo lavorando per superare il concetto di Isee. Dare bonus solo a chi ha Isee fino a 25mila euro significa riempire di contributi pubblici sempre le stesse persone».
Il governo discute inoltre delle modalità tecniche: il bonus per le partite Iva potrebbe essere previsto sia come rimborso sia come detrazione, ma la forma non è ancora definita. La necessità di non lasciare indietro gli autonomi è stata più volte ribadita nella discussione interna.
Un’altra opzione valutata in queste ore è un rimborso carburanti erogato tramite la Social card, destinato alle famiglie con Isee molto basso, fino a 15mila euro. Questa soluzione andrebbe a favore delle fasce più economicamente fragili del Paese, per le quali la benzina oltre i due euro al litro impatta sul bilancio familiare.
