Una chiazza di presunto gasolio ha attraversato il Naviglio Grande e ha costretto il Comune di Milano a varare misure immediate di contenimento. La Protezione civile ha posato barriere all’altezza della Canottieri per evitare che la macchia raggiungesse la Darsena. A seguire, le squadre hanno iniziato a tracciare il film superficiale, tratto dopo tratto, per capirne il movimento.
Coordinamento lungo il Naviglio e barriere in città
Le operazioni sono state impostate in raccordo con i vigili del fuoco e con il Consorzio Villoresi, che gestisce i Navigli. L’assessore Marco Granelli ha scritto sui canali social che “le quantità sono grandi” e che le istituzioni stanno lavorando assieme per “fermare l’onda inquinante”. Per questo, oltre alle prime panne, è scattata una posa a più livelli in punti ritenuti strategici.
A Robecco e a Gaggiano sono stati predisposti cordoni assorbenti; sul tratto cittadino l’intervento è stato concentrato in via Ludovico il Moro 25. A quel punto, è stato chiesto agli operatori di verificare progressivamente la tenuta delle barriere e di riposizionarle dove necessario, in modo da intercettare quanto più materiale possibile.
Le amministrazioni dell’hinterland hanno attivato un monitoraggio continuo dei tratti interessati e stanno installando ulteriori barriere galleggianti. A Magenta, il vicesindaco Simone Gelli ha spiegato in un video che si sta lavorando per chiarire la natura degli idrocarburi “non solo per risalire ai colpevoli, ma anche per mettere in essere tutte quelle attività che possano bloccare tutte le sostanze che sono state sversate”. Più a valle, ad Abbiategrasso, l’assessore all’Ecologia Valter Bertani ha riferito contatti costanti con la Prefettura e con il Consorzio Villoresi per seguire le operazioni passo dopo passo.
Fauna colpita e avvio della bonifica
Il direttore del Parco del Ticino, Claudio De Paola, ha descritto un quadro serio: “il danno è sicuramente grande, con conseguenze alla fauna ittica e non solo”. Di conseguenza, sono stati annunciati interventi estesi di risanamento e una sorveglianza più fitta nelle aree naturali esposte.
Un riscontro concreto arriva dalla Lipu, che ha segnalato un cigno imbrattato e in trattamento. Il caso dimostra che la sostanza ha già toccato animali e habitat sensibili, e rafforza la scelta di rafforzare i contenimenti e di programmare la rimozione del materiale in superficie.
Secondo quanto comunicato, il Consorzio Villoresi ha incaricato una società specializzata in bonifiche. Si tratta di un passaggio previsto in scenari di sversamento: affiancare ai primi cordoni assorbenti le attività di aspirazione, raccolta e trattamento della pellicola, con protocolli specifici per gli idrocarburi. In aggiunta, la sincronizzazione fra amministrazioni locali, Protezione civile, consorzio e vigili del fuoco serve a mantenere ordinata la sequenza di posa, così da intercettare la macchia in più sezioni del canale.
La traccia inquinante viene seguita con verifiche progressive sia nei tratti già attrezzati sia in quelli considerati esposti. Il Comune di Corsico ha comunicato che uffici e Polizia locale stanno monitorando ogni sviluppo sul proprio territorio. Le attività di contenimento proseguono nei punti indicati e puntano a rallentare e raccogliere il materiale, con l’obiettivo di limitare l’impatto sulla rete dei Navigli e sulle aree naturali collegate.
