Per decenni è rimasto coperto dal segreto, ma ora il dossier svizzero dedicato a Josef Mengele, il criminale di guerra nazista noto per gli esperimenti medici condotti sui prigionieri dei campi di concentramento, è consultabile online. A rendere pubblici i documenti è stato il Servizio federale di intelligence svizzero (Sic), dopo che numerosi storici avevano chiesto di poter accedere agli atti.
Il dossier su Mengele
Il fascicolo conta complessivamente 217 pagine e può essere consultato da chiunque attraverso il sito Internet del Sic. Non tutto il materiale, tuttavia, è visibile integralmente: alcune parti sono state oscurate per tutelare le fonti e i dati personali appartenenti a persone terze. La decisione rappresenta un’eccezione rispetto alla normale prassi adottata dall’intelligence svizzera per la gestione dei documenti sottoposti a protezione archivistica.
Le voci sulla presenza di Mengele in Svizzera
Mengele, soprannominato “Angelo della morte” per la crudeltà degli esperimenti medici condotti ad Auschwitz, riuscì a lasciare l’Europa dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Per anni, però, si sono susseguite indiscrezioni sulla possibilità che il criminale nazista avesse trascorso un periodo in Svizzera, nonostante fosse destinatario di un mandato di arresto internazionale.
Proprio questi sospetti sono all’origine della richiesta che ha portato alla riapertura del dossier. Uno storico aveva infatti presentato una domanda per poter consultare gli atti, sulla base dell’ipotesi che Mengele si trovasse in Svizzera nel 1961.
Le richieste degli storici e la decisione del Sic
Dopo la prima richiesta sono arrivate al Sic numerose altre domande di consultazione del materiale. Il dossier era infatti sottoposto a un periodo di protezione esteso, previsto dalla normativa archivistica svizzera, che avrebbe mantenuto gli atti riservati fino alla fine del 2071.
L’interesse suscitato dalla documentazione ha però spinto il Servizio federale di intelligence a cambiare approccio. In considerazione dell’eccezionale interesse pubblico e dell’elevato numero di richieste ricevute, il Sic ha deciso di rendere disponibile l’intero dossier sul proprio sito, pur mantenendo le necessarie oscurazioni per proteggere fonti e dati personali.
Un’eccezione alla normale prassi archivistica
La pubblicazione anticipata del fascicolo costituisce quindi una scelta straordinaria rispetto alle consuete regole di accesso agli archivi. Gli atti, che in condizioni normali sarebbero rimasti protetti ancora per decenni, sono ora disponibili online a seguito delle numerose richieste provenienti dal mondo della ricerca storica.
