Una sparatoria durante un rave a Aarau ha causato la morte dell’italiana Maria Spinelli e il ferimento di sei persone. Un uomo di 43 anni, cittadino svizzero, è stato individuato come presunto autore ed è finito in manette, come ha comunicato la polizia cantonale d’Argovia. L’arresto è avvenuto nelle prime ore di lunedì 31 agosto.
Il comandante della polizia d’Argovia, Michael Leupold, ha riferito in conferenza stampa: «Con una probabilità che rasenta la certezza, possiamo dire che l’uomo che abbiamo arrestato è la persona che ha sparato contro i partecipanti al rave». Al momento non emergono indicazioni di altri coinvolti.
Arresto e prime dichiarazioni
L’uomo, residente nel Canton Giura, si è presentato spontaneamente alla polizia giurassiana. Di qui il fermo formale e il trasferimento sotto la competenza della Procura di Lenzburg-Aarau. Il procuratore capo Christoph Ruedi ha spiegato che l’indagato ha dichiarato di «non stare bene dal punto di vista della salute da qualche tempo» e ha fornito elementi sulla propria «sofferenza psicologica».
Secondo il responsabile delle indagini, Matthias Schildknech, non risultano tracce di complici né di persone a conoscenza di un eventuale piano. La linea investigativa, quindi, si concentra sui movimenti del sospettato e sull’origine delle armi, con l’obiettivo di verificare ogni passaggio utile a definire la dinamica.
La sequenza dell’attacco
La sparatoria è avvenuta nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto nel corso di un festival di musica techno. Da quanto ricostruito finora, l’uomo è arrivato in auto e ha raggiunto a piedi l’area della festa. Poi ha aperto il fuoco verso i partecipanti.
Schildknech ha quantificato in 40 colpi i proiettili esplosi con un fucile d’assalto. A seguire, l’aggressore sarebbe tornato verso il parcheggio. In un secondo passaggio, avrebbe utilizzato anche una pistola contro un veicolo in allontanamento.
A quel punto si sarebbe rimesso alla guida, dirigendosi verso la regione del Giura. Questo spostamento, come gli altri frammenti di percorso, è oggetto di accertamenti su telecamere, celle telefoniche e testimonianze, per consolidare tempi e tragitti.
Armi sequestrate e reati contestati
Nel veicolo dell’arrestato gli inquirenti hanno sequestrato tre armi da fuoco: una pistola e due fucili d’assalto AK-74. Le armi risultano registrate a nome del fermato. Un dettaglio non marginale per collegare legalmente la disponibilità dei mezzi al momento dell’attacco e per chiarire eventuali precedenti utilizzi.
Le verifiche balistiche e tecniche sono in corso per confrontare bossoli, tracce e caratteristiche delle armi con la scena del crimine. È un passaggio che può rafforzare, o eventualmente correggere, la ricostruzione oraria e l’alternanza tra fucile e pistola indicata dagli investigatori.
Dal punto di vista giudiziario, le ipotesi contestate sono omicidio intenzionale, lesioni personali e violazione della legge sulle armi. Restano da definire, inoltre, i profili legati all’eventuale aggravante del pericolo comune e la cornice motivazionale, su cui gli inquirenti mantengono riserbo.
Il 43enne è in stato di arresto. L’inchiesta procede sotto la direzione della Procura di Lenzburg-Aarau con il supporto della polizia cantonale d’Argovia, che ha esteso gli accertamenti alle ore precedenti e successive all’attacco, compresi i contatti e le tappe effettuate tra Aarau e il Giura.
