La riforma della legge elettorale si prepara a tornare al centro dei lavori parlamentari con una serie di modifiche ancora in discussione. Tra le ipotesi c’è una revisione della norma anti-cespugli, mentre resta aperto il confronto sulle preferenze. Nel frattempo, alla Camera è stato confermato un calendario molto serrato in vista dell’approdo del provvedimento in Aula.
Legge elettorale, verso la cancellazione della soglia per il premio di maggioranza
Si va verso una modifica della cosiddetta norma anti-cespugli, entrata nel testo della legge elettorale durante l’esame alla Camera. L’ipotesi allo studio prevede una riformulazione dell’emendamento di Fratelli d’Italia a prima firma Antonella Zedda. La modifica comporterebbe la cancellazione di qualsiasi soglia per concorrere al calcolo dei voti utili per il premio di maggioranza. In cambio, però, aumenterebbe il numero di firme necessarie per poter presentare una lista alle elezioni.
Più firme per contrastare le “liste civetta”
L’innalzamento del numero di sottoscrizioni richieste avrebbe l’obiettivo di evitare il fenomeno delle cosiddette “liste civetta”. Il possibile intervento modificherebbe quindi l’attuale equilibrio della norma, eliminando la soglia relativa al contributo al premio di maggioranza ma rendendo più difficile la presentazione di alcune liste. Si tratta al momento di un’ipotesi di modifica, legata alla riformulazione dell’emendamento di FdI, e non ancora di una disposizione definitiva.
Il Pd: prevista la doppia preferenza di genere
Sul fronte delle preferenze è intervenuto il Pd, dopo le dichiarazioni del senatore Carlo Calenda. I senatori dem della commissione Affari costituzionali Valeria Valente, Andrea Giorgis e Dario Parrini hanno sostenuto che gli emendamenti presentati dal partito prevedono tutti la doppia preferenza di genere, compreso quello unitario e il sub-emendamento a prima firma Nicola Irto. La proposta prevede che l’elettore possa esprimere una seconda preferenza, ma soltanto per un candidato di sesso diverso rispetto a quello indicato con la prima. La seconda preferenza, tuttavia, rimarrebbe facoltativa.
Il precedente della Corte costituzionale
I senatori del Pd hanno richiamato anche la sentenza numero 4 del 2010 della Corte costituzionale, con la quale era stato respinto il ricorso contro la legge regionale della Campania sulla doppia preferenza di genere. Secondo i parlamentari dem, la Corte aveva ritenuto che questo meccanismo non violasse la libertà dell’elettore proprio perché la seconda preferenza non è obbligatoria. L’elettore può quindi scegliere di esprimere una sola preferenza oppure due; nel secondo caso, la seconda deve essere attribuita a un candidato di sesso diverso rispetto al primo.
Legge elettorale, Casellati: “Il governo si rimetterà all’Aula”
Sulla questione delle preferenze è intervenuta anche la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati. Rispondendo a una domanda sugli emendamenti, ha spiegato che su alcune proposte il governo “si rimetterà all’Aula”, ricordando che, come sempre, è il Parlamento a essere sovrano. La dichiarazione lascia quindi al Parlamento la valutazione degli emendamenti sulle preferenze, senza anticipare quale sarà l’esito del confronto in Aula.
Legge elettorale, il 28 settembre resta la data per l’Aula
Intanto, l’approdo della riforma elettorale nell’Aula della Camera resta fissato al 28 settembre. Le opposizioni avevano chiesto di modificare il calendario della commissione Affari costituzionali, lamentando tempi troppo stretti anche alla luce degli altri dossier considerati sensibili, tra cui quelli sulla cittadinanza e sul disegno di legge sull’antisemitismo. Per il momento, però, la tabella di marcia non cambia. L’Ufficio di presidenza della commissione ha stabilito un programma serrato per la terza lettura del provvedimento, subordinato al via libera definitivo del Senato.
Il calendario dei lavori alla Camera
L’esame dovrebbe iniziare mercoledì 16 settembre, mentre le audizioni sono previste per lunedì 21 settembre. Nella stessa giornata dovrebbe concludersi l’esame preliminare e alle 20 scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti. Dal 23 settembre inizierà la verifica dell’ammissibilità delle proposte, mentre dal 24 sono previste le votazioni. I lavori potranno proseguire anche venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre, se necessario, fino al conferimento del mandato ai relatori.
In terza lettura si voteranno solo le parti modificate
Essendo quella alla Camera una terza lettura, l’esame non riguarderà l’intero testo della legge elettorale. I deputati potranno intervenire esclusivamente sulle parti eventualmente modificate dal Senato e sulle modifiche che ne derivano. È dunque su questi punti che si concentra il confronto parlamentare, mentre il testo si avvicina alla nuova discussione in Aula prevista per il 28 settembre.
