Sergio Mattarella ha ricordato che l’intesa di Parigi fu il risultato della “lungimirante volontà di due statisti” e ne ha richiamato il valore storico durante la cerimonia dell’80esimo anniversario della firma dell’Accordo di Parigi – Giornata dell’Autonomia 2026 a Merano. “Le due giovani Repubbliche vollero”, ha sottolineato il capo dello Stato, “affermare con l’accordo un principio ribadito nella Costituzione Italiana: non si è ‘allogeni’, stranieri, a casa propria”.
Nel suo intervento Mattarella ha collegato quel principio alle successive trasformazioni europee, osservando che l’ingresso dell’Austria nell’Unione Europea e l’entrata in vigore di Schengen nel 1995 aprirono “una fase nuova di spazio comune, di dialogo, di promozione dei diritti, di cultura condivisa” che trae beneficio dalle diversità.
Radici storiche e tutela delle minoranze
Il presidente della Repubblica ha definito la ricorrenza degli ottant’anni dalla firma dell’intesa De Gasperi‑Gruber “speciale” e ha sottolineato il valore fondativo, storico e simbolico dell’accordo. Mattarella ha ricordato che non si trattò di “un banale compromesso, bensì un modello” invocato ancora oggi in situazioni complesse in Europa: i due leader condividevano la convinzione della necessità di salvaguardare le minoranze di lingua tedesca e ladina presenti nella regione, “tutelandone le identità, garantendo la serena coabitazione” delle popolazioni del territorio. Il capo dello Stato ha ripercorso le tensioni che avevano preceduto l’accordo, ricordando il Trattato di Saint Germain del 1919 e le politiche etniche forzate attuate dal fascismo e dal nazismo, fino alle opzioni del 1939 previste dagli accordi Mussolini‑Hitler che contemplavano migrazioni coatte.
Confini come punti di incontro e il peso dell’Europa per Mattarella
Nel rilanciare il messaggio di De Gasperi, Mattarella ha spiegato che i confini, “da storici ostacoli naturali o artificiali, sono divenuti punti di incontro tra terre e popoli desiderosi di vivere in armonia e prosperare assieme”. Ha collegato questa trasformazione al percorso europeo e alla scelta condivisa di partecipare alla costruzione della Unione Europea come “comunità di valori” che rifiuta le ideologie totalitarie del Novecento. Il presidente ha richiamato in particolare il nesso storico tra l’Accordo di Parigi e le successive fasi di cooperazione transfrontaliera, sottolineando il ruolo dell’intesa come modello di composizione delle differenze.
La cerimonia dell’80esimo anniversario dell’Accordo di Parigi si è tenuta a Merano, dove Mattarella ha pronunciato l’intervento riportato.
