“Le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni, ora le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano, manifestandosi in forme anche inedite“. Queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, scritte in un messaggio in occasione dell’anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema.
Mattarella: “La vittoria sul nazifascismo? La strada della rinascita”
Mattarella afferma come siano più che mai preziose le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e valori: “Sono capaci di respingere violenza, odio, il disprezzo per il rispetto del pluralismo, dell’identità delle persone”. Sottolinea, inoltre, che fare memoria è un atto di responsabilità e al contempo di liberazione, che si deve rinnovare continuamente. Questa strada è stata aperta dalla vittoria sul nazifascimio: lì ci fu la rinascita, sostiene il Presidente. “Ciascuna generazione deve sapere che a ognuna appartiene il rafforzamento e la difesa delle conquiste civili, che non sono acquisite una volta per tutte. I loro presupposti etici, le ragioni di impegno, vanno rinnovati e rinsaldati“, conclude.
La strage di Sant’Anna di Stazzema
“La Repubblica avverte il dovere di ricordare gli innocenti – donne, anziani, bambini – uccisi senza alcuna pietà a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità”, continua Mattarella.
Il 12 agosto 1944 Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, fu teatro di uno degli eccidi più sanguinosi compiuti durante l’occupazione nazista in Italia. Reparti delle SS, con la collaborazione di fascisti, uccisero 560 persone, tra cui donne, anziani e 130 bambini. La vittima più piccola, Anna Pardini, aveva appena venti giorni. “In questo sacrario civile, come in altri luoghi di dolore, si trovano le radici della Repubblica”, continua il Presidente.
Molti abitanti e sfollati avevano raggiunto la zona proprio perché considerata un possibile rifugio dalla guerra. Quella mattina il paese venne invece circondato e i civili furono uccisi in diversi punti della frazione; alcuni corpi vennero poi bruciati. Sant’Anna è diventata negli anni un luogo centrale della memoria della Resistenza e delle stragi nazifasciste.
Mattarella: “A Sant’Anna di Stazzema le radici della Repubblica”
“In questo sacrario civile, come in altri luoghi di dolore, si trovano le radici della Repubblica”, dichiara Sergio Mattarella. “I reparti delle SS, con la complicità dei fascisti, diedero inizio alla strage. Un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento“.
Da quell’abisso, però, secondo il capo dello Stato è stato possibile ricostruire. “La comunità di Stazzema, dopo il dolore, è stata capace di ritrovare fiducia”, conclude Mattarella, ricordando come Italia ed Europa abbiano cercato di riscattare quella storia attraverso “la pace, la libertà, la democrazia, i diritti eguali e universali” e una progressiva integrazione.
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