“Di Lega ce n’è una. È forte e governa quattordici Regioni su venti”. Matteo Salvini interviene direttamente nello scontro aperto dalla nascita del “Comitato per il congresso”, l’iniziativa promossa da un gruppo di ex parlamentari e militanti che punta alla convocazione del congresso federale della vecchia Lega Nord.
“Non c’è bisogno di partiti paralleli. Il Nord, come il Centro e il Sud, non ha voglia di alchimie politiche, ha voglia di risposte concrete”, ha dichiarato il vicepremier durante una visita al comando della Stazione dei Carabinieri di Roma-Alessandrina, nel quartiere Torre Maura della Capitale.
Parole che arrivano dopo la durissima reazione dei vertici del Carroccio all’iniziativa promossa da Gianluca Pini, ex parlamentare leghista ancora componente del consiglio federale della vecchia Lega Nord.
Il Comitato per il congresso e l’attacco della Lega
Il nuovo Comitato punta a ottenere la convocazione del congresso federale della Lega Nord, la formazione rimasta giuridicamente in vita dopo la nascita della Lega per Salvini Premier e oggi guidata dal commissario Igor Iezzi.
Pini ha spiegato che l’obiettivo è “sbloccare il simbolo e scongelare il vecchio partito”, sostenendo che l’iniziativa non rappresenti un’operazione nostalgica. I promotori hanno avviato una raccolta di firme tra i militanti e non escludono azioni legali qualora il congresso non venisse convocato.
La risposta dell’attuale dirigenza leghista è stata immediata. “Coloro che hanno rischiato di uccidere la Lega ora si rifanno vivi in cerca di una poltrona”, hanno affermato fonti del partito, richiamando anche la vicenda dei 49 milioni di euro che la Lega deve restituire allo Stato.
“Chi ha patteggiato per corruzione è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini Premier ha trovato in eredità e che sta tuttora pagando?”, è l’attacco rivolto a Pini.
Le nuove dichiarazioni di Salvini rafforzano quindi la linea già tracciata dal partito: nessuno spazio alla nascita di strutture politiche alternative. “Di Lega ce n’è una”, ha ribadito il segretario, rivendicando il radicamento territoriale e la presenza del Carroccio nei governi regionali.
Fontana: “La nostra iniziativa non c’entra”
A prendere le distanze dal Comitato è stato anche il presidente della Lombardia Attilio Fontana, uno degli esponenti che nelle ultime settimane hanno chiesto maggiore attenzione per il Nord e un confronto sulla linea politica del partito.
“Ho sentito anche io di questa iniziativa, ma non c’entra assolutamente niente con il discorso che stiamo portando avanti con Salvini”, ha chiarito il governatore.
Il confronto tra il segretario e il fronte nordista interno alla Lega resta dunque una partita separata rispetto all’iniziativa di Pini. Fontana e Salvini saranno entrambi domenica al Gran Premio di Monza, possibile occasione per un faccia a faccia. “Cerchiamo di fare combaciare le agende. Domenica speriamo di festeggiare insieme il Gran Premio”, ha spiegato il presidente lombardo.
Il nodo del Nord e l’appuntamento di Pontida
La tensione arriva mentre nel Carroccio resta aperta la discussione sul peso politico delle regioni settentrionali. Nelle ultime settimane esponenti come Fontana e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo hanno chiesto un maggiore coinvolgimento dei territori e una riflessione sulla direzione del partito.
La Lega ufficiale risponde rivendicando invece i risultati dell’attività di governo. “Il Nord chiede soluzioni, risposte e concretezza”, hanno sottolineato fonti del partito, ricordando la presenza di oltre 500 sindaci, governatori e migliaia di amministratori locali, oltre alla due giorni dell’8 e 9 settembre dedicata ai temi economici in vista della manovra.
Sullo sfondo resta Pontida, in programma il 20 settembre, appuntamento che quest’anno assume un peso particolare proprio alla luce delle tensioni interne. E Salvini, con il suo “di Lega ce n’è una”, manda ora un messaggio netto sia ai promotori del congresso della vecchia Lega Nord sia a chi immagina la possibilità di strutture politiche parallele.
