Il Comitato per il congresso si è formalmente costituito nei giorni scorsi con l’obiettivo di mettere in discussione la leadership di Matteo Salvini all’interno della Lega. I promotori, spiegano, sono un gruppo di ex parlamentari e di segretari provinciali che chiedono di tornare a eleggere un segretario del partito e di riaprire la discussione sul ruolo e sul simbolo della formazione.
I promotori ribadiscono che non intendono convocare il congresso dell’attuale «Lega per Salvini premier», registrata il 14 dicembre 2017, ma puntano a ricostituire la cosiddetta Lega «classica». «Hanno già aderito centinaia di vecchi leghisti che non sopportano più le operazioni salviniane», scrivono i promotori, che definiscono la situazione statutaria e la gestione del simbolo elementi centrali della disputa.
Nasce il Comitato per il congresso
I promotori denunciano, in primo luogo, presunte irregolarità rispetto alle previsioni statutarie della ex formazione. Nel mirino c’è in particolare il ruolo di Igor Iezzi, indicato come commissario della «Lega classica» e accusato di aver attribuito il simbolo alla formazione di Salvini con una manovra che i promotori giudicano «probabilmente illegittima».
Alla base della scelta c’è anche la volontà di recuperare un’identità politica centrata sulla questione settentrionale: «separare nettamente il fallimentare progetto salviniano e sovranista riscoprendo la Lega federalista e del buon governo» è la formula con cui il comitato definisce il proprio scopo. I promotori sottolineano che, a loro avviso, la trasformazione del profilo politico del partito ha allontanato molti militanti storici.
Il nodo del simbolo e gli attori in campo
Il comitato punta a organizzare un congresso per eleggere un nuovo segretario e per ricostruire le liste dei militanti, con l’obiettivo dichiarato di presentarsi alle prossime elezioni con una struttura autonoma. Sul piano operativo il primo obiettivo è la verifica della titolarità del simbolo: secondo i promotori la titolarità attuale impedirebbe agli iscritti della Lega «classica» di fare politica con il simbolo storico.
Nel fronte che critica Salvini il dossier include nomi già citati dai promotori: tra questi figurano i governatori Fedriga, Fontana e Fugatti, l’ex presidente Luca Zaia e il capogruppo Massimiliano Romeo. I promotori segnalano inoltre l’interesse, non ancora formalizzato, per il posizionamento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la cui adesione sarebbe giudicata strategica per la credibilità dell’iniziativa.
Al centro della polemica resta anche il bilancio politico: i promotori citano il meccanismo societario usato in passato per separare patrimoni e responsabilità economiche, ricordando che la «bad company» era stata indicata come strumento per la gestione di un debito di 49 milioni reclamato allo storico partito.
Per ora il comitato dichiara di aver raccolto adesioni tra ex militanti e dirigenti locali e preannuncia l’avvio della raccolta formale di consensi per chiedere la convocazione del congresso. L’iniziativa apre una fase di confronto interno la cui evoluzione sarà scandita dalle adesioni e dalle verifiche sul piano statutario e sulla titolarità del simbolo, con l’obiettivo pratico di eleggere un nuovo segretario e ricostruire le liste degli iscritti.
