Uno scambio di attacchi tra gli Stati Uniti e l’Iran ha interessato lo Stretto di Hormuz, con un raid americano su Larak e una successiva rappresaglia iraniana lanciata verso basi statunitensi in Giordania.
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha detto che l’azione Stati Uniti ha preso di mira due lanciarazzi su Larak che, a suo avviso, erano pronti a lanciare razzi con mine nel canale di navigazione. Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando centrale (CENTCOM), ha spiegato che si è trattato di “azione limitata e precisa” contro forze impegnate in attività di minamento.
Il raid su Larak e la giustificazione di CENTCOM
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha reso noto che il raid ha colpito lanciarazzi che stavano preparando ordigni da collocare nello Stretto, definendoli una minaccia imminente per la navigazione commerciale. In un comunicato CENTCOM ha scritto:
«L’Iran ha creato la minaccia e l’esercito degli Stati Uniti l’ha eliminata per proteggere i marinai civili, la navigazione commerciale e il libero flusso del commercio globale».
La dichiarazione è stata accompagnata dall’attribuzione dell’azione a forze che, secondo il Comando, stavano per piazzare mine nel canale.
La risposta iraniana, intercettazioni in Giordania e ricadute economiche
La Guardia rivoluzionaria islamica (IRGC) ha definito il raid una «grave e letale decisione strategica» e ha detto di avere risposto lanciando missili e droni contro due basi americane in Giordania. Le forze armate giordane hanno dichiarato che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto otto missili entrati nello spazio aereo del regno, come riportato dall’agenzia Petra.
Alle tensioni militari si sono sommate conseguenze economiche: il prezzo del petrolio ha registrato un rialzo, con il Brent che è salito del 2,8% a 90,57 dollari al barile e il greggio statunitense del 2,7% a 85,64 dollari al barile. La Casa Bianca aveva annunciato che le rotte internazionali nello Stretto erano state bonificate la settimana precedente e il presidente Trump aveva promesso che ogni nuova minaccia sarebbe stata affrontata con fermezza.
La rappresaglia iraniana riapre un nodo diplomatico: i colloqui tra Iran e Stati del Golfo per il ripristino della navigazione nel canale proseguono, ma restano ostacoli. Nel frattempo il Tesoro Stati Uniti ha annunciato l’intenzione di intensificare sanzioni economiche mirate: il segretario del Tesoro Scott Bessent ha detto che il dipartimento prevede nuove misure settimanali, a cominciare dal settore bancario.
Con il doppio attacco l’area torna al centro delle preoccupazioni per la libera circolazione delle merci e per la sicurezza delle rotte energetiche, mentre le potenze regionali e i mediatori proseguono i contatti sul futuro del passaggio marittimo.
