Novak Djokovic è stato eliminato al primo turno dello US Open, perdendo contro Mariano Navone 7-6 (5), 5-7, 4-6, 6-2, 6-1 in una maratona che si è prolungata per quattro ore e 36 minuti. Si tratta della prima sconfitta al debutto di Djokovic in questo torneo e della partita d’apertura più lunga della sua carriera nei major.
Il match e i numeri
Djokovic aveva preso inizialmente il comando, volando sul 3-0 e poi sul 4-1, ma non è riuscito a mantenerlo. La contesa è rimasta in equilibrio fino al tie-break del primo set, vinto da Navone; poi il risultato è oscillato fino al quinto set, quando l’argentino ha preso il largo. Il match ha registrato 70 errori non forzati da parte del vincitore dei major, un dato che ha pesato in modo decisivo sull’esito.
L’esito ha interrotto una striscia storica: Djokovic non aveva mai perso al primo turno allo US Open e non usciva così presto in un major dal 2006, l’Australian Open di quell’anno. La sconfitta è arrivata a ventuno anni esatti dal suo debutto allo US Open, un dettaglio che aggiunge peso al risultato e che solleva interrogativi sulla sua presenza ai prossimi slam.
La durata e l’intensità della partita hanno reso subito evidente la fatica fisica dei protagonisti: il punteggio e la sequenza dei set mostrano come il confronto si sia trasformato in una prova di tenuta fisica oltre che tecnica. 7-6 (5), 5-7, 4-6, 6-2, 6-1 sintetizza una partita in cui Djokovic ha alternato momenti di ottimo gioco a scelte e colpi imprecisi.
Problemi fisici, reazioni e prospettive
Nel corso dell’incontro Djokovic ha mostrato segnali di malessere: ha vomitato almeno una volta, ha mostrato segni di crampi e ha ricevuto assistenza medica tra il quarto e il quinto set, durante un timeout che ha incluso massaggi alla zona lombare e l’assunzione di farmaci. Un episodio fotografico ha mostrato il numero quattro che lasciava cadere la racchetta dopo un atterraggio non perfetto, mentre il dolore ne condizionava i movimenti.
Nonostante i problemi fisici, Djokovic ha avuto sprazzi del suo repertorio migliore, con gesti di sfida verso il pubblico e un pugno al cielo dopo un set conquistato. Accanto a lui sugli spalti c’era la moglie, Jelena, che ha seguito la partita con espressioni preoccupate. Sul piano pratico la resa sul campo non è stata sufficiente: Djokovic ha lasciato strada a Navone in due parziali consecutivi e non è riuscito a ribaltare la situazione nel finale, dove Navone ha conquistato la sua prima vittoria in cinque set.
Navone, che quest’anno aveva già ottenuto il suo primo titolo ATP, ha commentato: «È stato molto duro per me perché stavo giocando contro il ‘GOAT’ su questo campo. Per me è la cosa migliore che abbia fatto sul campo, su questo palcoscenico: cinque set, sono molto felice». Le parole dell’avversario hanno sottolineato il valore dell’impresa e il contrasto tra lo stato di forma dell’italo-argentino emergente e le difficoltà del campione.
La sconfitta si inserisce in una fase complicata per Djokovic: prima del torneo di Flushing Meadows aveva perso al primo turno anche nel torneo di preparazione a Cincinnati, e il suo ultimo appuntamento importante era stato la sconfitta in semifinale contro Jannik Sinner a Wimbledon. Con la uscita di ieri, resta aperto il dubbio sul prosieguo della sua carriera nei major e sul fatto se quella vista sul campo possa essere stata la sua ultima apparizione in un grande slam.
La partita si è conclusa pochi minuti prima di mezzanotte, lasciando sul campo risultati, numeri e domande che la stampa e gli appassionati seguiranno nelle prossime ore.
