Le mine sarebbero state rimosse e le principali rotte dello Stretto di Hormuz sarebbero nuovamente percorribili. Ma, almeno per il momento, le navi commerciali non sembrano intenzionate a tornare ai livelli precedenti alla guerra. A quasi sei mesi dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, Washington annuncia un importante risultato militare, mentre i dati sul traffico marittimo mostrano una situazione ancora lontana dalla normalità.
Il Centcom: “Rotte libere dalle mine iraniane”
Ad annunciare il completamento delle operazioni è stato l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom). In un video diffuso sui social, Cooper ha dichiarato che le forze americane hanno rimosso le mine navali collocate mesi fa dai Guardiani della Rivoluzione iraniani lungo le rotte di navigazione riconosciute a livello internazionale.
Secondo il comandante, per le operazioni sono stati impiegati sommozzatori della Marina, forze speciali e mezzi aerei di diversi corpi delle forze armate statunitensi. Il Centcom sostiene inoltre di aver assistito negli ultimi mesi quasi 1.500 navi commerciali nel passaggio attraverso Hormuz, permettendo il trasporto verso i mercati mondiali di circa 750 milioni di barili di greggio.
Il traffico resta molto sotto la normalità
Alla dichiarata riapertura delle rotte, tuttavia, non corrisponde ancora una vera ripresa del traffico. I dati preliminari della società specializzata Kpler mostrano un netto calo dei transiti nella giornata di giovedì rispetto a quella precedente e alla media degli ultimi dieci giorni.
Il dato fotografa la prudenza che continua a dominare tra compagnie di navigazione, armatori e operatori energetici. La rimozione delle mine dalle principali corsie internazionali riduce uno dei rischi più immediati, ma non cancella le tensioni militari e politiche nell’area, né le incertezze legate al confronto tra Washington e Teheran.
Hormuz resta uno dei passaggi strategici più importanti per l’economia mondiale: prima del conflitto vi transitavano ogni giorno oltre 20 milioni di barili di petrolio e prodotti energetici.
Trump: “Hormuz è un nuovo territorio americano”
Sul fronte politico, Donald Trump ha rilanciato ancora una volta la propria rivendicazione sullo Stretto. Il presidente americano ha pubblicato sui social un’immagine in cui Hormuz viene presentato come un “nuovo territorio americano”, accanto a territori statunitensi come Guam, Porto Rico, Samoa americane e Isole Vergini.
Washington continua contemporaneamente a mantenere il blocco navale contro l’Iran. Secondo Cooper, da quando è stato ripristinato a metà luglio le forze americane hanno respinto circa 75 imbarcazioni che avrebbero tentato di violarlo e ne hanno disabilitate tre che non avrebbero rispettato gli ordini.
Lo sminamento rappresenta quindi un passo importante verso una possibile normalizzazione della navigazione. Ma Hormuz è formalmente più sicuro e, allo stesso tempo, ancora lontano dall’essere tornato alla normalità.
