Le tensioni tra Washington e Teheran tornano a salire mentre gli Stati Uniti si preparano ad annunciare nuove misure economiche contro l’Iran. Donald Trump ha descritto sui social una situazione di forte difficoltà per la Repubblica islamica, mentre da Teheran arrivano risposte dure sia sul fronte politico sia da quello militare.
Attesa per il nuovo “D-Day” economico
Il presidente americano ha scritto su Truth Social che l’Iran sarebbe ormai vicino a un completo collasso. Le sue parole arrivano alla vigilia dell’intervento del segretario al Tesoro Scott Bessent, chiamato a illustrare quelle che l’amministrazione statunitense presenta come le prossime mosse decisive sul piano economico.
Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, Bessent potrebbe annunciare un ulteriore allargamento delle sanzioni secondarie. Nel mirino finirebbero quindi anche Paesi e soggetti economici che continuano a mantenere rapporti commerciali con l’Iran, aumentando la pressione internazionale su Teheran.
I Pasdaran respingono le parole di Trump su Hormuz
Le dichiarazioni del presidente americano hanno provocato una dura reazione anche sullo Stretto di Hormuz. Il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebi, ha definito prive di fondamento e irrealistiche le affermazioni di Trump sulla zona, giudicandole inaccettabili sul piano internazionale.
Il riferimento è alle parole con cui il presidente statunitense aveva sostenuto che lo Stretto sarebbe “territorio americano” e che gli Stati Uniti avrebbero avuto un ruolo nel mantenerlo aperto. Secondo Mohebi, però, la realtà sarebbe completamente diversa: le armi americane si troverebbero attualmente ad almeno 400 chilometri dallo Stretto. Per il portavoce dei Pasdaran, parlare di controllo o proprietà americana dell’area sarebbe quindi una pretesa “ridicola e inaccettabile”. Mohebi ha inoltre assicurato che l’Iran sarebbe pienamente preparato a rispondere a qualsiasi eventuale aggressione.
Ghalibaf risponde a Trump “Make America Hungry Again”
Anche il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha scelto i social per replicare direttamente a Trump. In risposta a un precedente messaggio del presidente americano, ha pubblicato su X un’immagine accompagnata dalla scritta “Make America Hungry Again”, ovvero “Rendiamo di nuovo affamata l’America”.
Trump aveva precedentemente rilanciato una dichiarazione attribuita allo stesso Ghalibaf con il titolo “Iran Parliament Speaker: We Are Hungry, We Cannot Survive”, sostenendo quindi che il presidente del Parlamento iraniano avesse ammesso una situazione di grave difficoltà per la popolazione.
Ghalibaf ha respinto questa rappresentazione, accusando Trump di cercare di nascondere le sconfitte attraverso dichiarazioni false. In precedenza aveva comunque avvertito che, se la popolazione iraniana fosse ridotta alla fame, la sola forza militare non sarebbe sufficiente a garantire la sopravvivenza della Repubblica islamica.
Il botta e risposta sulla fame
Nel nuovo messaggio pubblicato sui social, Ghalibaf ha spostato il confronto sulle condizioni economiche degli Stati Uniti. Secondo i dati da lui citati, 47 milioni di americani affrontano ogni giorno il problema della fame, una persona su otto sarebbe alle prese con questa difficoltà e 16 milioni di bambini andrebbero a dormire senza aver mangiato a sufficienza.
Numeri che il presidente del Parlamento iraniano ha contrapposto alle accuse rivolte a Teheran, sostenendo che queste statistiche non sarebbero “false” come, a suo giudizio, le affermazioni del presidente americano. Il confronto tra Washington e Teheran si sposta così nuovamente dalla pressione diplomatica ed economica alla guerra di dichiarazioni sui social.
