Il confronto tra Roma e Bruxelles sul prestito europeo Safe destinato al settore della difesa sembra aver raggiunto un punto positivo. La Commissione europea ha infatti ricevuto dall’Italia alcune rassicurazioni sulla procedura e considera in evoluzione favorevole i contatti con le autorità italiane, mentre resta da definire l’esatto ammontare delle risorse che verranno richieste.
Ancora da stabilire l’importo definitivo del prestito Safe
A chiarire la situazione è stato Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea, spiegando che le discussioni con Roma hanno riguardato innanzitutto la somma che l’Italia intende effettivamente utilizzare nell’ambito dei 14,9 miliardi di euro che le sono stati assegnati attraverso il programma Safe.
Bruxelles, al momento, non conferma quale sarà la cifra finale. Il motivo è legato allo stato della procedura: l’accordo relativo al prestito europeo non è stato ancora formalmente sottoscritto e, di conseguenza, l’importo definitivo non può essere considerato acquisito.
Roma dovrà comunicare le proprie decisioni in tempo
Un secondo elemento al centro del confronto riguarda le tempistiche della comunicazione italiana. La Commissione ha bisogno di conoscere per tempo l’eventuale quota delle risorse che Roma non utilizzerà, così da poter procedere alla loro eventuale riallocazione.
Secondo quanto riferito da Regnier, l’Italia ha assicurato a Bruxelles che fornirà le informazioni necessarie entro tempi compatibili con questa esigenza. È proprio questo impegno, insieme al confronto sull’ammontare del prestito, a portare la Commissione a considerare i colloqui con Roma come indirizzati nella direzione corretta.
Il nodo delle risorse residue
La questione assume particolare rilevanza perché, qualora l’Italia decidesse di non ricorrere all’intero plafond da 14,9 miliardi, le somme eventualmente non richieste potrebbero essere destinate nuovamente all’interno del meccanismo europeo.
Per questo Bruxelles attende ora una comunicazione definitiva da parte italiana. Soltanto dopo la conclusione del confronto sull’importo e la firma dell’accordo sarà possibile stabilire con precisione quale parte delle risorse assegnate verrà effettivamente utilizzata dall’Italia.
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