La crisi migratoria di Ceuta si sposta a Bruxelles. Il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha scritto alle istituzioni europee chiedendo la convocazione urgente dei ministri dell’Interno dei Ventisette, dopo gli arrivi di massa nell’exclave spagnola in Nord Africa e le reazioni dei diversi governi dell’Unione. L’obiettivo, scrive il premier, è arrivare a una “risposta comune” a una crisi che nelle ultime ore ha provocato forti tensioni anche all’interno dell’Ue.
Nella lettera Sánchez esprime inoltre “seria preoccupazione” per l’atteggiamento assunto da alcuni Paesi europei. Il riferimento è alle divisioni emerse sulla gestione degli arrivi e alle misure adottate o ipotizzate da alcuni Stati sul fronte delle frontiere interne.
Sánchez: “La sicurezza dei confini è una responsabilità condivisa”
Il premier spagnolo ha chiesto un maggiore coinvolgimento dell’Unione nella gestione dell’emergenza. “La sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell’Unione”, ha scritto Sánchez nel messaggio inviato a Bruxelles.
Madrid sostiene inoltre che la situazione a Ceuta stia progressivamente tornando sotto controllo. Dopo gli arrivi degli ultimi giorni, gran parte delle persone entrate nell’exclave sarebbe tornata in Marocco. Le autorità spagnole hanno intanto iniziato a installare una barriera galleggiante di circa 500 metri al largo del confine con il Paese nordafricano, nel tentativo di impedire nuovi attraversamenti via mare.
La crisi ha avuto un bilancio particolarmente grave: secondo gli ultimi aggiornamenti, almeno 67 persone sono morte nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto.
Anche Italia e Danimarca chiedono un vertice europeo
La richiesta di Sánchez arriva mentre anche Italia e Danimarca hanno promosso una lettera indirizzata ai vertici dell’Unione europea per chiedere una riunione straordinaria sulla situazione a Ceuta. Il documento è stato sottoscritto da 22 Paesi, mentre tra i firmatari non figurano, tra gli altri, Spagna e Francia.
La missiva è indirizzata al presidente del Consiglio europeo António Costa, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e alla presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. I firmatari chiedono la convocazione urgente di una videoconferenza dei ministri dell’Interno per effettuare una valutazione congiunta e definire una “risposta europea coordinata”.
Le due iniziative convergono quindi sulla necessità di un confronto europeo, ma partono da posizioni politiche differenti. Madrid chiede maggiore solidarietà e critica le reazioni unilaterali alla crisi, mentre diversi governi europei chiedono garanzie più forti sulla capacità della Spagna di controllare la frontiera esterna dell’Unione. Ceuta diventa così non soltanto una crisi migratoria, ma un nuovo terreno di scontro sulla gestione comune delle frontiere europee.
