Ha respinto con decisione l’accusa di spaccio, ma ha ammesso di aver detenuto la pistola con matricola abrasa trovata nella sua abitazione. È questa, in sintesi, la linea difensiva adottata dal trapper Tony Boy, 26 anni, durante l’interrogatorio davanti alla gip Chiara Valori nel carcere milanese di San Vittore. Il giovane ha spiegato di avere con sé la droga esclusivamente per uso personale, collegando il consumo a una dipendenza da più sostanze, mentre per l’arma ha parlato di esigenze di autodifesa dopo un recente furto subito in casa.
La difesa di Tony Boy: “Non ho mai spacciato”
Nel corso dell’interrogatorio, durato circa un’ora, Tony Boy ha contestato fermamente l’ipotesi di spaccio. Secondo quanto riferito dal suo avvocato Niccolò Vecchioni, le sostanze sequestrate sarebbero state destinate esclusivamente al consumo personale. Il legale ha sottolineato che si tratta di quantitativi modesti e che il suo assistito, a suo dire, soffre di una dipendenza conclamata da più sostanze e dispone delle risorse economiche necessarie per procurarsi le quantità destinate al proprio consumo.
Le dichiarazioni di Tony Boy sulla pistola
Diversa la posizione assunta sull’arma trovata dalla Polizia durante la perquisizione. Tony Boy ha infatti reso dichiarazioni confessorie sulla detenzione della pistola con matricola abrasa, spiegando di essersene procurato una dopo aver subito un furto nella propria abitazione.
Il cantante avrebbe inoltre fornito agli investigatori indicazioni sulle modalità con cui è entrato in possesso dell’arma. Secondo quanto riferito dal suo difensore, la pistola non sarebbe stata detenuta con finalità offensive, ma esclusivamente per proteggersi dopo l’episodio subito in casa.
Le richieste della difesa
La difesa ha chiesto alla gip di non applicare alcuna misura cautelare nei confronti del 26enne. In subordine, l’avvocato Vecchioni ha domandato che venga disposto il regime degli arresti domiciliari, anziché la custodia in carcere. Il giudice dovrebbe pronunciarsi nella giornata di oggi sulla convalida dell’arresto e sull’eventuale misura cautelare da applicare al trapper.
La diretta social durante la perquisizione
Durante l’interrogatorio non è stato invece affrontato il tema della diretta social realizzata durante la perquisizione. Il difensore ha spiegato che questo episodio non compare tra i fatti contestati nella richiesta di custodia cautelare presentata dalla Procura e, di conseguenza, non è stato oggetto dell’interrogatorio davanti alla gip. Per quella vicenda Tony Boy risulta comunque indagato a piede libero con l’ipotesi di trattamento illecito di dati.
La denuncia per il furto in casa
La spiegazione fornita sull’arma è stata collegata dalla difesa al furto subito recentemente dal cantante. Vecchioni ha precisato di aver chiesto che venga acquisita e trasmessa una copia della denuncia presentata da Tony Boy dopo il furto, elemento che secondo la difesa può contribuire a ricostruire le ragioni per cui il giovane avrebbe deciso di procurarsi una pistola.
