Il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina (MuMe) ha subìto il furto di tre tavole su cinque del Polittico di San Gregorio e della tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, sottratte a Ferragosto. Nelle verifiche è emerso che un custode, in servizio la sera del colpo, è passato da persona informata sui fatti a indagato per false dichiarazioni al pubblico ministero dopo contraddizioni rilevate nel suo racconto.
Il giorno successivo al furto una porta della sala dove erano esposte le opere è stata trovata aperta: gli investigatori la considerano una possibile via d’accesso o di fuga. L’attenzione è puntata sulla dinamica di ingresso e uscita dal museo e sulla sequenza temporale dei movimenti interni.
L’indagine su personale e riprese
Gli inquirenti hanno sospeso l’audizione del dipendente quando le sue dichiarazioni hanno divergiuto da quelle dei colleghi presenti in turno. Il cambio di qualificazione a indagato, spiegato dagli uffici della Procura, serve a chiarire le discrepanze emerse tra le versioni raccolte e a garantire le tutele difensive durante gli atti.
Le verifiche si concentrano soprattutto sull’analisi dei filmati: vengono passate al setaccio ore di registrazioni per isolare tracce di ingressi, uscite e passaggi utili a ricostruire il percorso dei ladri. Gli investigatori, oltre alla posizione del personale in servizio, stanno valutando anche l’ipotesi di un possibile supporto esterno al colpo.
Planimetrie pubbliche e controlli sulla sicurezza
Sul sito del museo regionale “Maria Accascina” è disponibile una planimetria dettagliata dell’edificio, pubblicata all’interno di una sezione dedicata a un progetto finanziato con fondi PNRR per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Le planimetrie sono liberamente scaricabili e risultano molto dettagliate, pur senza indicare la disposizione degli impianti di videosorveglianza.
Nella documentazione è contrassegnata con la lettera “A” la sala delle opere di Antonello da Messina e la porta poi trovata aperta. Al momento non è indicata nella documentazione pubblica la data di caricamento dei file, elemento che è oggetto di verifica da parte della polizia giudiziaria per capire se la disponibilità online possa avere agevolato la pianificazione del furto.
Intanto proseguono gli accertamenti tecnici sulle porte e sui sistemi di sicurezza della sala, per stabilire eventuali vulnerabilità sfruttate dai malviventi. I filmati vengono analizzati per ricostruire i percorsi prima e dopo il colpo e per incrociare orari e movimenti interni. Gli inquirenti stanno esaminando le registrazioni e la posizione del custode indagato.
