La giornata di oggi, 25 agosto, potrebbe essere decisiva per il futuro di Sigfrido Ranucci in Rai. Dopo settimane di polemiche sul rapporto tra il giornalista e Valter Lavitola, l’azienda dovrebbe avviare il confronto finale sulla relazione del Comitato etico. Sul tavolo c’è soprattutto il futuro di Ranucci alla guida di Report: tra le ipotesi, il passaggio a un nuovo incarico all’interno del servizio pubblico.
La riunione in Rai
Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, oggi dovrebbe tenersi la prima riunione in presenza tra i vertici chiamati a valutare il dossier. Al tavolo sono attesi l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il direttore del Legale Francesco Spadafora e quello del Personale Felice Ventura, entrambi componenti del Comitato etico.
Il confronto dovrebbe servire a definire il percorso professionale del giornalista, attualmente vicedirettore ad personam della direzione Approfondimento, caporedattore e capoautore di Report, oltre che volto storico della trasmissione.
L’ipotesi sulla quale si concentra maggiormente l’attenzione è che Ranucci possa lasciare il coordinamento e la conduzione del programma ricevendo però un nuovo incarico in Rai, con il mantenimento della qualifica e dello stipendio.
Una sospensione della qualifica, infatti, equivarrebbe di fatto a un demansionamento e non sarebbe mai stata concretamente presa in considerazione. Nelle scorse settimane era circolata anche l’ipotesi di un temporaneo passo indietro dai ruoli editoriali di autore e conduttore, soluzione che però appare sempre meno praticabile. Al momento sembra escluso anche un ritiro volontario.
Ranucci: “Contro di me una gogna politica”
Alla vigilia della possibile decisione, Ranucci è tornato a parlare pubblicamente della vicenda. In un messaggio pubblicato su Facebook, il giornalista ha ringraziato chi lo ha sostenuto negli ultimi due mesi, durante i quali sostiene siano stati pubblicati oltre duemila articoli sul suo conto.
Ranucci ha parlato di una “character assassination”, cioè di una campagna finalizzata alla distruzione della sua reputazione, definendola una “gogna politica di giornali di partito”. Il conduttore ha inoltre invitato i suoi sostenitori a Cerveteri, dove oggi è prevista la presentazione del suo libro.
Le parole sembrano allontanare ulteriormente l’ipotesi di un passo indietro spontaneo dalla trasmissione.
La Rai potrebbe decidere prima della Procura
La vicenda aziendale procede parallelamente all’inchiesta giudiziaria sull’attentato di cui Ranucci è stato vittima. Il giornalista dovrebbe essere ascoltato come persona informata sui fatti, ma i tempi della magistratura potrebbero andare oltre quelli della Rai.
Gli investigatori stanno infatti completando l’analisi dei dispositivi sequestrati a Valter Lavitola e l’audizione di Ranucci potrebbe slittare a settembre. La Rai, invece, non sembrerebbe intenzionata ad aspettare.
La decisione sul futuro professionale del conduttore potrebbe quindi arrivare prima delle prossime mosse della Procura. Solo successivamente, qualora Ranucci lasciasse effettivamente Report, si aprirebbe il dossier relativo al suo possibile sostituto.
Il nodo del rapporto con Lavitola
Al centro della valutazione aziendale resta soprattutto una domanda: il rapporto tra Ranucci e Lavitola ha avuto conseguenze sulle scelte editoriali di Report?
È questo il criterio indicato anche dai consiglieri Rai di opposizione Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale. Secondo i tre consiglieri, se quel rapporto avesse condizionato temi e contenuti della trasmissione, sarebbe giusto che il giornalista lasciasse il programma. In caso contrario, una sua rimozione rischierebbe di apparire come una decisione dettata dalla pressione politica.
I consiglieri ricordano inoltre che Ranucci aveva già ammesso l’esistenza di un rapporto di amicizia con Lavitola durante un’audizione in commissione di Vigilanza nel novembre 2023, senza che allora fossero state sollevate analoghe contestazioni sul piano etico.
Intanto lo scontro si è spostato anche a Bruxelles. Fratelli d’Italia ha presentato un esposto in Europa richiamando il regolamento Emfa e contestando il presunto mancato equilibrio nelle inchieste di Report. Una mossa criticata dal responsabile Informazione del Pd Sandro Ruotolo, secondo cui il regolamento europeo nasce, al contrario, per proteggere l’indipendenza dei media e del servizio pubblico dalle interferenze politiche.
La riunione di oggi potrebbe dunque rappresentare il primo passaggio concreto verso la decisione definitiva: Ranucci potrebbe restare in Rai, ma con un ruolo diverso e fuori dalla guida di Report. Solo dopo sarà eventualmente aperta la partita per scegliere
