Mario Draghi torna a mettere al centro il futuro economico dell’Europa. L’ex presidente della Bce e già presidente del Consiglio è tra i promotori del Rhine Group, un nuovo think tank europeo nato con l’obiettivo di individuare proposte concrete per rilanciare la competitività dell’Unione europea e ridurre il divario con Stati Uniti e Cina.
Al suo fianco c’è Patrick Collison, imprenditore irlandese cofondatore di Stripe, mentre la direzione esecutiva è stata affidata all’economista spagnolo ed ex eurodeputato Luis Garicano. Il punto di partenza dell’iniziativa è il rapporto sul futuro della competitività europea presentato da Draghi alla Commissione europea nel settembre 2024.
“Non è troppo tardi per cambiare la traiettoria dell’Europa”
Il messaggio con cui nasce il Rhine Group è netto: “Non è troppo tardi per cambiare la traiettoria dell’Europa se facciamo oggi i primi passi giusti”. L’obiettivo è trasformare le diagnosi formulate negli ultimi anni sui problemi strutturali dell’economia europea in proposte capaci di incidere sulle decisioni politiche.
Nel documento di presentazione, Draghi e Collison avvertono che “il declino non è inevitabile”, ma rappresenta la direzione verso cui l’Europa rischia di procedere “in assenza di interventi urgenti”.
Un richiamo che riprende uno dei punti centrali del rapporto Draghi: per mantenere il proprio modello sociale e il proprio peso geopolitico, l’Ue deve aumentare gli investimenti, accelerare sull’innovazione, completare il mercato unico e ridurre gli ostacoli che frenano la crescita delle imprese europee.
Dal rapporto Draghi a un laboratorio di proposte
Il Rhine Group punta dunque a diventare un laboratorio europeo di idee e proposte, mantenendo al centro la questione della competitività. Nel documento viene sottolineata anche la necessità di superare una politica concentrata esclusivamente sulle emergenze immediate.
“I cittadini europei chiedono ai propri leader di sollevare lo sguardo dalle preoccupazioni quotidiane per rivolgerlo a un destino comune e di comprendere la portata della sfida”, si legge nel testo. Il gruppo, spiegano i promotori, aspira a essere “uno dei luoghi in cui questo lavoro ha inizio”.
La nascita del think tank arriva a quasi due anni dalla pubblicazione del rapporto sulla competitività commissionato a Draghi dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Quel documento indicava nell’insufficienza degli investimenti, nella frammentazione del mercato europeo, nei costi energetici e nel ritardo tecnologico alcuni dei principali fattori che rischiano di indebolire l’Ue nella competizione globale.
Da Giavazzi a Colao, chi fa parte del Rhine Group
La composizione del Rhine Group riunisce figure provenienti dall’economia, dalla tecnologia, dalla finanza e dalla politica europea. Tra i membri figurano gli economisti italiani Francesco Giavazzi e Lucrezia Reichlin, oltre ad Andrea Pignataro, fondatore e numero uno del gruppo Ion.
Nel think tank entra anche Luca Ferrari, cofondatore e amministratore delegato di Bending Spoons, una delle aziende tecnologiche italiane cresciute maggiormente a livello internazionale negli ultimi anni. Presente inoltre Vittorio Colao, ex ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale nel governo Draghi.
La squadra comprende anche il fondatore di Iliad Xavier Niel, l’ex ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire e Louis Dreyfus, amministratore delegato del gruppo editoriale Le Monde.
Una rete che punta a mettere in comunicazione mondi diversi per affrontare una questione diventata sempre più urgente per Bruxelles: come evitare che l’Europa perda ulteriore terreno rispetto alle altre grandi potenze economiche e tecnologiche mondiali. Per Draghi, la traiettoria può ancora essere invertita, ma il tempo a disposizione si sta restringendo.
