Il presidente russo Vladimir Putin ha nuovamente indicato nella presunta presenza del neonazismo nelle istituzioni ucraine una delle motivazioni alla base della guerra contro Kiev. In un’intervista al giornalista russo Pavel Zarubin, trasmessa dal programma televisivo “Vesti” e ripresa dalla Tass, il leader del Cremlino ha sostenuto che Mosca non sarebbe disposta ad accettare quella che considera un’impostazione ideologica alla base dell’attuale Stato ucraino.
Putin: “Non possiamo accettarlo”
Secondo Putin, l’attuale governo di Kiev avrebbe costruito le fondamenta dello Stato attorno a un’ideologia che il presidente russo definisce neonazista. Una situazione che, a suo giudizio, sarebbe “terribile” e che la Russia non potrebbe né vorrebbe tollerare.
Il presidente russo ha collegato direttamente questa accusa alle ragioni ufficialmente addotte da Mosca per l’invasione dell’Ucraina, continuando a definire il conflitto una “operazione militare speciale”. “È una delle ragioni dell’operazione militare speciale”, ha affermato Putin, ribadendo che tra gli obiettivi della Russia ci sarebbe anche la lotta contro quello che considera il neonazismo presente in Ucraina.
L’accusa contro la “russofobia”
Nel corso dello stesso intervento, Putin ha ampliato il discorso sostenendo che Mosca starebbe combattendo anche contro la cosiddetta russofobia. Il riferimento è ai provvedimenti e alle politiche ucraine che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero l’obiettivo di eliminare o ridimensionare tutto ciò che appartiene alla cultura russa.
Tra gli elementi che il presidente russo considera minacciati ha citato in particolare la cultura e la storia della Russia. La sua tesi è quindi che il conflitto non riguarderebbe soltanto una contrapposizione militare o territoriale, ma anche una battaglia contro il tentativo di cancellare la presenza e l’identità russe in Ucraina.
Il riferimento alle vittime polacche, ebree e russe
Putin ha poi rivolto nuove accuse alle autorità ucraine facendo riferimento alla presunta glorificazione di figure storiche responsabili, secondo la sua ricostruzione, dell’uccisione di centinaia di migliaia di persone appartenenti alle comunità polacca, ebraica e russa.
“È incredibile ciò che sta accadendo in Ucraina in questo momento”, ha dichiarato il presidente russo, sostenendo che persino la glorificazione del nazismo rappresenterebbe, a suo giudizio, soltanto una parte del problema. Per Putin, infatti, la questione più grave sarebbe il fatto che le stesse fondamenta dell’attuale statualità ucraina poggerebbero su un’ideologia che egli definisce neonazista.
Le dichiarazioni rilanciano così una delle principali narrazioni con cui il Cremlino ha motivato la propria azione militare in Ucraina, associando alla guerra anche la difesa della cultura e della storia russe e la lotta contro quella che Mosca definisce russofobia.
