alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Zelensky: “Elezioni in Ucraina durante la guerra? Sarebbero uno tsunami”

Lo svolgimento delle elezioni nel Paese sarebbe attualmente reso estremamente difficile da una serie di problemi logistici. Inoltre, il rischio di fratture interne sarebbe troppo grande

Facebook YouTube X (Twitter) Instagram WhatsApp TikTok
Google Discover Segui alanews su Google
Segui le notizie di alanews: aggiungici come fonte preferita su Google.
Zelensky sulle elezioni in Ucraina

Zelensky | ANSA - alanews

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Il dibattito sul futuro politico dell’Ucraina si intreccia sempre più con quello sulla prosecuzione della guerra contro la Russia. Il presidente Volodymyr Zelensky ha respinto l’ipotesi di organizzare elezioni in Ucraina mentre il conflitto è ancora in corso, avvertendo che un voto in queste condizioni rischierebbe di provocare una frattura profonda nel Paese. “Spaccherebbero il Paese”, ha affermato, definendo le elezioni in tempo di guerra come “uno tsunami”.

La richiesta di Fedorov mette Zelensky sotto pressione

A riaccendere il confronto è stato Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa allontanato dall’incarico, che ha chiesto apertamente di tenere elezioni presidenziali anche durante la guerra. La sua iniziativa tocca alcuni dei punti più delicati della posizione di Zelensky: il calo della popolarità, le contestazioni sulle scelte relative agli uomini di governo e le accuse di corruzione che hanno coinvolto il suo entourage. Proprio nei giorni scorsi è stata annunciata un’indagine su alcuni alti funzionari dell’ufficio presidenziale.

Fedorov, giovane esponente politico noto per le sue competenze nel settore tecnologico e per il suo passato da riformatore, sostiene che la democrazia non possa essere subordinata alla guerra. In un intervento durato nove minuti, pronunciato poco dopo la conferma del nuovo ministro della Difesa, ha sostenuto che l’Ucraina combatte proprio per continuare a essere uno Stato libero ed europeo. La richiesta, tuttavia, si scontra con enormi difficoltà pratiche.

Elezioni in Ucraina, perché votare durante la guerra sarebbe quasi impossibile?

Gli esperti elettorali ritengono che persino in condizioni di pace l’Ucraina avrebbe bisogno di circa sei mesi per introdurre le modifiche legislative e predisporre gli strumenti tecnologici necessari a organizzare delle elezioni conformi agli standard europei. Oggi, invece, non esiste un cessate il fuoco e non si intravede una conclusione dei combattimenti.

Un’elezione incompleta o organizzata in condizioni tali da mettere in discussione la legittimità del vincitore rappresenterebbe inoltre un enorme vantaggio per Mosca. Il Cremlino insiste da tempo sulla tesi secondo cui il divieto di svolgere elezioni in Ucraina previsto dalla legge marziale renderebbe illegittima la presidenza di Zelensky, ignorando naturalmente il carattere fortemente manipolato delle proprie consultazioni elettorali.

Soldati, rifugiati e territori occupati: tutti i problemi del voto

Le difficoltà aumenterebbero ulteriormente considerando la situazione della popolazione ucraina. Un eventuale voto dovrebbe coinvolgere i militari impegnati sul fronte, compresi quelli che operano in condizioni di comunicazione estremamente precarie, oltre alle migliaia di persone dichiarate disperse e il cui status non è ancora stato chiarito.

Resterebbe poi da capire come garantire il diritto di voto ai milioni di ucraini che vivono all’estero come rifugiati e a quelli residenti nei territori occupati dalla Russia. Organizzare consultazioni affidabili attraverso decine di consolati sparsi in Europa e nel resto del mondo sarebbe estremamente complesso. Anche una soluzione digitale, apparentemente più adatta alle condizioni di guerra, rischierebbe di escludere milioni di pensionati che non utilizzano internet.

Le elezioni in Ucraina e il rischio di una frattura politica interna

Oltre ai problemi logistici, le elezioni in Ucraina potrebbero diventare un fattore di forte instabilità politica. La parte sconfitta potrebbe rallentare le riforme legislative e ostacolare sistematicamente il presidente eletto, trasformando le elezioni in una fonte di paralisi istituzionale. In uno scenario simile, il Paese rischierebbe di indebolirsi dall’interno proprio mentre affronta l’offensiva russa.

Secondo i sondaggi, tra i possibili vincitori figurano l’ex comandante delle forze armate Valery Zaluzhny e lo stesso Fedorov. Entrambi, secondo l’analisi, manterrebbero probabilmente l’Ucraina sulla stessa traiettoria generale, ma potrebbero modificare profondamente la cerchia di consiglieri di Zelensky. È proprio l’entourage del presidente a essere accusato dai suoi critici di avere contribuito ad alcune decisioni sbagliate e a episodi legati alla corruzione, fenomeno che tende a emergere con particolare forza in tempo di guerra.

Cresce il malcontento tra gli ucraini

La presa di posizione di Fedorov segnala comunque la nascita di una nuova corrente nel panorama politico ucraino: giovane, già dotata di esperienza di governo e intenzionata a ricordare che Zelensky è rimasto al potere oltre la durata originariamente prevista del suo mandato elettorale. La posizione trova terreno fertile nel crescente malcontento provocato dalla guerra.

Con l’aumento della mobilitazione forzata necessaria per compensare la progressiva carenza di uomini nelle forze ucraine, è probabile che aumentino anche la rabbia e la pressione nei confronti della presidenza e della leadership militare. La richiesta di elezioni solleva così una questione destinata a diventare sempre più difficile da eludere: se il voto non può essere organizzato finché dura la guerra, quando sarà possibile stabilire che il conflitto è davvero terminato?

Un inverno difficile e la pressione per negoziare

La domanda assume un peso ancora maggiore guardando ai mesi che attendono l’Ucraina. L’inverno si preannuncia particolarmente duro, mentre la superiorità russa nel settore dei missili balistici potrebbe sfruttare ulteriormente la carenza di sistemi Patriot a disposizione di Kiev.

Sul terreno, Mosca continua lentamente ad avvicinarsi al proprio obiettivo di conquistare il Donbass, anche attraverso pesanti attacchi con droni che rendono sempre più difficili le condizioni di vita nelle aree ancora controllate dall’Ucraina. Il nuovo peggioramento della situazione militare potrebbe inoltre influenzare il processo diplomatico che la Casa Bianca di Donald Trump sta cercando di rilanciare.

Zelensky esclude di cedere territori

Con il deteriorarsi della situazione durante l’inverno, aumenteranno anche le pressioni su Zelensky affinché accetti concessioni territoriali pur di arrivare alla fine delle ostilità. Il presidente ucraino ha però chiarito, anche in una recente intervista, che Kiev considera indispensabili garanzie di sicurezza capaci di assicurare la durata di qualsiasi eventuale cessate il fuoco.

Zelensky ha escluso la possibilità di cedere territori e appare consapevole della difficoltà dei mesi che attendono il Paese, sia per quanto riguarda gli attacchi aerei sia per la situazione sul fronte. Quando gli è stato prospettato che le tensioni politiche, le accuse di corruzione rivolte al suo ex entourage e le dinamiche della politica di guerra potrebbero spingerlo a rimanere al potere anche dopo la fine del conflitto per proteggere la propria squadra, il presidente ha reagito con sorpresa, arrivando a ridere dell’ipotesi. Ha parlato invece del desiderio di tornare dai figli e andare in spiaggia quando la guerra sarà finita, senza mostrare l’intenzione di restare indefinitamente al potere.

Le elezioni in Ucraina e il problema della successione a Zelensky

Al momento, tuttavia, non esiste un meccanismo semplice per consentire a Zelensky di lasciare la presidenza e trasferire il potere a un successore dotato di un mandato popolare. Una possibile soluzione sarebbe rappresentata dalle dimissioni e dal passaggio temporaneo dei poteri al presidente del Parlamento, ma si tratterebbe di una soluzione molto debole dal punto di vista della legittimazione elettorale.

La campagna di Fedorov, nata dall’appello a preservare i valori democratici dell’Ucraina, rischia quindi paradossalmente di indebolire ulteriormente Zelensky, alimentando i dubbi sulla sua legittimità elettorale e rafforzando le richieste di una conclusione del conflitto. Mosca potrebbe sfruttare immediatamente la disputa nella propria propaganda, mentre Trump potrebbe tornare ad attaccare Zelensky definendolo un “dittatore”, anche se questa definizione non corrisponde alla realtà del sistema politico ucraino.

Democrazia e guerra, un equilibrio quasi impossibile

La richiesta di Fedorov nasce da un principio difficilmente contestabile: la guerra non dovrebbe cancellare gli ideali democratici per i quali l’Ucraina sostiene di combattere. Tuttavia, l’analisi evidenzia anche quanto il Paese fosse ancora lontano dal completamento del percorso verso gli standard europei già prima dell’invasione e quanto il conflitto renda oggi ancora più difficile costruire istituzioni elettorali solide.

Una guerra, d’altra parte, non può essere combattuta soltanto sul terreno delle idee. La stessa impostazione fortemente ideologica di Fedorov potrebbe aver contribuito alla sua uscita dal governo, dopo mesi di contrasti con i vertici militari e il rifiuto di assecondare alcune richieste dell’apparato delle forze armate, secondo la ricostruzione di Zelensky.

La legittimità del presidente diventa una nuova sfida

L’Ucraina si trova così ad aggiungere una nuova questione a una lista già drammatica di problemi: la carenza di personale militare, la disponibilità insufficiente di intercettori, il possibile rafforzamento dell’esercito russo attraverso una nuova mobilitazione e un inverno che si preannuncia difficile. A tutto questo si aggiunge ora il dibattito sulla legittimità di un presidente rimasto in carica durante la guerra.

Il principio secondo cui gli ideali democratici non devono morire durante un conflitto resta centrale. Ma esiste anche il rischio opposto: che il tentativo di applicare in condizioni impossibili valori che richiederebbero istituzioni funzionanti finisca per indebolire la leadership ucraina e mettere ulteriormente in difficoltà un Paese già sottoposto alla pressione militare russa.

Articoli correlati

elenco di 4 articoli
  • articolo 1 di 4
    Sadam Houssain, bracciante trovato morto nel bagagliaio dell’auto a Foggia: era scomparso da Borgo Mezzanone
  • articolo 2 di 4
    Attacco informatico dall’Iran, una centrale elettrica britannica è rimasta fuori uso per 4 giorni
  • articolo 3 di 4
    Difterite a Palermo, positivo anche il cuginetto della bimba morta. La Procura dei minori indaga sui genitori
  • articolo 4 di 4
    Un’esplosione ha colpito una palazzina di quattro piani a Perugia: i dettagli
fine elenco

Articoli recenti

  • Zelensky: “Elezioni in Ucraina durante la guerra? Sarebbero uno tsunami”
  • Ebola in Congo, arrivano le prime dosi di vaccino: “Potrebbe funzionare anche contro il Bundibugyo”
  • Sadam Houssain, bracciante trovato morto nel bagagliaio dell’auto a Foggia: era scomparso da Borgo Mezzanone
  • Attacco informatico dall’Iran, una centrale elettrica britannica è rimasta fuori uso per 4 giorni
  • Un terremoto di magnitudo 5,9 scuote l’area orientale del Giappone: almeno 37 persone ferite e disagi ai trasporti
No Result
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca

Chi siamo

  • Chi siamo
  • La Redazione
  • Codice etico
  • Termini e condizioni
  • Avviso normativo UE/SEE
  • Informativa sulla privacy
  • Privacy e Cookie
  • Preferenze sui cookie
  • Dichiarazione di accessibilità
  • Mappa del sito
  • Lavora con noi
  • Esteri
  • Economia

Contatti

  • Contattaci
  • Assistenza account utente
  • Pubblicità
  • Rimani connesso
  • Newsletter
  • Trova il canale
  • Palinsesto TV
  • Podcast
  • Segnala una notizia
  • Contenuti sponsorizzati
  • Salute
  • Spettacoli

I nostri canali

  • NewzGen
  • AlaTV
  • SaluteWeb
  • OkViaggi
  • VinaMundi
  • CryptoHack
  • Tecnologia
  • Video

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions – Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming