Le forze israeliane hanno annunciato di aver chiuso e reso inutilizzabili due tratti della rete sotterranea di Hamas nella Striscia di Gaza, mentre sul terreno resta alta la tensione intorno all’accordo di cessate il fuoco. L’operazione arriva dopo un raid israeliano che, secondo fonti mediche palestinesi, ha provocato almeno sei morti e più di una dozzina di feriti, suscitando nuove accuse da parte di Hamas e Jihad islamica.
Sigillati due percorsi della rete sotterranea
Secondo quanto riferito dall’Idf, le truppe israeliane hanno sigillato due percorsi di tunnel appartenenti ad Hamas, per una lunghezza complessiva superiore ai due chilometri. L’esercito ha spiegato che l’intervento rientra nelle operazioni finalizzate a neutralizzare la rete di gallerie utilizzata dalle organizzazioni armate nella Striscia.
Hamas e Jihad islamica: “Così si mina il processo di pace”
L’operazione si inserisce in un quadro già segnato da forti tensioni. Hamas e Jihad islamica hanno accusato Israele di compromettere gli sforzi diplomatici per consolidare e applicare il cessate il fuoco dopo un attacco aereo compiuto martedì.
Secondo i medici dell’ospedale al-Shifa, il raid ha ucciso almeno sei persone, tra cui un bambino di 13 anni e suo padre, e provocato oltre una dozzina di feriti. In una dichiarazione congiunta, i due gruppi hanno definito l’attacco una sfida agli sforzi dei mediatori e hanno chiesto alla comunità internazionale di aumentare la pressione su Israele per fermare quelle che considerano violazioni della tregua.
Israele: colpiti diversi comandanti di Hamas
L’esercito israeliano ha sostenuto invece di aver preso di mira diversi comandanti di Hamas. Una fonte del movimento citata dalla Cnn ha fornito una versione differente, affermando che l’obiettivo dell’operazione fosse una squadra incaricata del supporto logistico, impegnata a raccogliere e immagazzinare armi nell’ambito dell’attuale accordo di tregua.
Gli Usa chiedono a Netanyahu di ridurre gli attacchi
Il raid è avvenuto a soli due giorni dall’intervento dell’inviato statunitense Jared Kushner, che aveva sollecitato il premier israeliano Benyamin Netanyahu a contenere gli attacchi quasi quotidiani nella Striscia. Secondo quanto riferito dalla Cnn, dall’inizio del cessate il fuoco in ottobre le operazioni israeliane avrebbero provocato oltre 1.200 morti a Gaza. Anche il presidente americano Donald Trump aveva espresso una posizione analoga in un’intervista a Fox News lunedì, sostenendo che Israele dovrebbe interrompere gli attacchi sulla Striscia.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Siria, gli Usa frenano Israele: “I raid sono un’escalation non necessaria”
