L’esercito israeliano ha revocato l’ordine di evacuazione temporanea imposto a tre famiglie palestinesi di Qusra, villaggio della Cisgiordania occupata a sud di Nablus, assediate da giorni da gruppi di coloni israeliani. La disposizione era stata comunicata nella mattinata di giovedì 13 agosto in vista di una possibile “operazione militare nell’area che durerà alcuni giorni”, ma poche ore dopo è stata ritirata.
La revoca dell’evacuazione a Qusra
L’Idf ha spiegato che l’intervento militare previsto nell’area subirà una modifica: secondo l’emittente israeliana Channel 11 l’azione si concentrerà ora esclusivamente sulle abitazioni non occupate. L’ordine iniziale interessava tre abitazioni dove avevano chiesto lo sgombero temporaneo per consentire operazioni di sicurezza; il ritiro dell’ordine lascia le famiglie nelle loro case, ma l’esercito mantiene un dispositivo nella zona.
Le forze israeliane continuano a circondare Qusra con l’obiettivo dichiarato di impedire l’ingresso di altri coloni. Secondo quanto riferito dalle autorità militari, nell’area sono state eseguite verifiche e smantellati due avamposti definiti illegali; l’operazione ha coinvolto unità impiegate per ristabilire il controllo nelle immediate vicinanze del villaggio.
Qusra, l’assedio delle famiglie palestinesi
La tensione nel villaggio è aumentata durante l’ultimo fine settimana, quando alcuni coloni hanno bloccato la strada che conduce a tre abitazioni palestinesi e installato tende nei cortili. Secondo Reuters, acqua ed elettricità erano state interrotte e alle persone presenti nelle case era stato impedito di entrare o uscire. Le Nazioni Unite hanno riferito che circa 15 palestinesi, tra cui due bambini, erano rimasti intrappolati senza poter soddisfare i propri bisogni essenziali.
Mercoledì l’esercito israeliano aveva tentato di allontanare i coloni utilizzando anche gas lacrimogeni, senza riuscire inizialmente a liberare completamente l’area. Durante la notte è stato quindi inviato a Qusra il 51esimo battaglione e, secondo l’Idf, sono stati smantellati due avamposti israeliani illegali sorti nei pressi del villaggio. Almeno un israeliano è stato fermato.
Qusra, mesi di violenze dei coloni
Organizzazioni e osservatori locali ricostruiscono una sequenza di tensioni che dura da mesi. Secondo l’organizzazione israeliana B’Tselem, a gennaio è stato costruito l’avamposto di Tel Talpiyot tra Qusra, Talfit e Jalud, e nelle settimane successive sono stati documentati attacchi, incendi e danneggiamenti alle abitazioni. Il 14 marzo alcuni coloni armati hanno aperto il fuoco uccidendo il 28enne Amir Odeh, episodio citato dall’Ocha come parte delle violenze che hanno colpito la comunità.
Le violenze dei coloni in Cisgiordania
Quanto sta accadendo a Qusra si inserisce in una forte escalation delle violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania. Secondo l’Ocha, al 20 luglio almeno 18 palestinesi erano stati uccisi nel 2026 in episodi legati agli attacchi dei coloni, un numero già superiore ai 17 morti registrati nell’intero 2025. Dall’inizio dell’anno circa 880 palestinesi sono rimasti feriti in questo tipo di episodi, 720 direttamente per mano dei coloni.
A luglio, inoltre, una moschea quasi completata nel villaggio è stata incendiata durante una nuova serie di attacchi. Le violenze e le restrizioni all’accesso alla terra hanno contribuito anche allo sfollamento: dal gennaio 2023 oltre 6.200 palestinesi, più di 3mila dei quali bambini, hanno dovuto lasciare completamente o parzialmente le proprie comunità; oltre 2.300 sono stati sfollati nel solo 2026.
