La tensione torna a salire rapidamente tra Israele e Hezbollah. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato nuovi attacchi in Libano, assicurando che Israele risponderà con la massima forza a qualsiasi azione contro i propri militari e cittadini. Le dichiarazioni arrivano all’indomani di una serie di bombardamenti israeliani nel sud del Paese che hanno provocato almeno 11 morti.
“Nessun conto, in nessun fronte, resterà aperto. Colpiremo con tutta la forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini”, ha scritto Katz su X, secondo quanto riportato dall’Ansa. Un messaggio che lascia aperta la possibilità di ulteriori operazioni militari e alimenta i timori di una nuova escalation sul fronte libanese.
I raid israeliani nel sud del Libano
Gli attacchi di sabato 15 agosto hanno colpito diverse aree del Libano meridionale, tra cui i villaggi di Ansar e Deir al-Zahrani e la zona di Nabatieh. Secondo le autorità libanesi, il bilancio complessivo è di almeno 11 vittime e 19 feriti. Tra i morti ci sarebbero anche tre bambini e due donne.
Le forze israeliane hanno sostenuto di aver preso di mira infrastrutture e postazioni di Hezbollah, presentando l’operazione come una risposta agli attacchi condotti dal movimento sciita contro le truppe israeliane. Secondo quanto riferito dalle autorità israeliane, nell’azione di Hezbollah che ha preceduto i bombardamenti sono rimasti gravemente feriti tre soldati.
Il governo libanese ha invece condannato duramente l’offensiva. Il primo ministro Nawaf Salam ha denunciato l’uccisione di civili e accusato Israele di mettere a rischio gli sforzi per stabilizzare il confine e consolidare la tregua.
La tregua di giugno sempre più fragile
La nuova ondata di violenza rappresenta uno degli episodi più sanguinosi dalla tregua raggiunta a giugno tra Israele e Hezbollah. L’accordo, mediato dagli Stati Uniti, prevede tra i suoi punti centrali il progressivo ritiro delle forze israeliane dal Libano meridionale e il disarmo dei gruppi armati non statali, a partire da Hezbollah. Proprio quest’ultima condizione continua però a essere respinta dal movimento sostenuto dall’Iran.
Hezbollah ha promesso una risposta ai bombardamenti, mentre da Israele arrivano ora le nuove minacce di Katz. Il rischio è che la successione di attacchi e rappresaglie faccia saltare definitivamente il fragile equilibrio raggiunto appena due mesi fa, riaprendo su larga scala uno dei fronti più instabili del Medio Oriente.
