Le dichiarazioni di Itamar Ben Gvir sulla guerra a Gaza provocano una nuova ondata di condanne in Europa. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha definito “insopportabili e disumane” le parole dell’esponente israeliano di estrema destra, mentre da Berlino il cancelliere Friedrich Merz ha parlato di un appello che esprime “disprezzo nei confronti degli esseri umani”.
Barrot: “Le parole di Ben Gvir sono insopportabili e disumane”
In un’intervista al quotidiano La Montagne, Barrot ha commentato la situazione in Medio Oriente soffermandosi anche sulle recenti dichiarazioni di Ben Gvir, secondo il quale Israele dovrebbe uccidere ogni notte “30 o 40” persone nella Striscia di Gaza. Il ministro francese ha giudicato quelle affermazioni incompatibili con qualsiasi approccio umano alla crisi e ha definito inoltre “indegno” ciò che sta accadendo attualmente in Cisgiordania, sostenendo che dovrebbe suscitare l’indignazione della comunità internazionale.
Il precedente del divieto di ingresso in Francia
Barrot ha ricordato che proprio le posizioni espresse da Ben Gvir sono tra le ragioni alla base delle sanzioni adottate dalla Francia nei suoi confronti. Dal 23 maggio, infatti, al ministro israeliano è vietato entrare nel territorio francese. Il provvedimento era stato deciso dopo la diffusione di un video nel quale alcuni militanti della Flotilla per Gaza apparivano inginocchiati e con le mani legate.
Anche Berlino condanna l’appello di Ben Gvir
Le parole di Ben Gvir sono state contestate anche dal governo tedesco. Il portavoce Sebastian Hill, rispondendo alle domande dei giornalisti durante una conferenza stampa a Berlino, ha riferito che il cancelliere Friedrich Merz condanna l’appello del ministro israeliano, considerandolo un’espressione di disprezzo per la dignità umana. Il riferimento è alle dichiarazioni con cui Ben Gvir ha invocato l’uccisione quotidiana di decine di palestinesi nella Striscia.
La Germania ribadisce il no alle annessioni in Cisgiordania
Nella stessa occasione, il portavoce del governo tedesco ha ribadito anche la posizione di Berlino sulle prospettive politiche del conflitto. “Non devono esserci nuove annessioni nella Cisgiordania”, ha affermato Hill, sottolineando come eventuali annessioni entrerebbero in contrasto con l’obiettivo di arrivare a una soluzione a due Stati.
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