Il MuMe, Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, è stato vittima di un furto d’arte nella serata del 15 agosto. I ladri sono riusciti a introdursi all’interno del museo e hanno portato via alcune delle opere di Antonello da Messina custodite nelle sale espositive, le uniche dell’artista presenti nella sua città natale. La polizia e gli esperti della scientifica stanno ora analizzando la scena del furto e ascoltando alcune persone per ricostruire quanto accaduto.
Furto opere Antonello da Messina, rubate tre parti del Polittico di San Gregorio
Dal Polittico di San Gregorio sono state sottratte tre delle cinque parti: la tavola centrale della Madonna, delle dimensioni di 129 per 77 centimetri, e le due tavole laterali superiori delle cimase, raffiguranti l’angelo Gabriele e l’Annunziata, rispettivamente di 65 per 62 e 65 per 55 centimetri.
I ladri avrebbero inizialmente asportato anche le due tavole laterali raffiguranti San Benedetto e San Gregorio, entrambe di circa 125 per 63 centimetri. Durante la fuga, però, le hanno abbandonate su un muretto. Secondo quanto ricostruito, i malviventi potrebbero essere stati costretti a interrompere il colpo perché preoccupati dalla presenza di alcuni passanti in strada.
È stata inoltre sottratta la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, custodita all’interno di una teca blindata. Per riuscire a prenderla i ladri hanno rotto la protezione che la custodiva.
Le opere rubate rappresentano un patrimonio particolarmente significativo per Messina: secondo quanto riferisce l’ANSA, erano infatti le uniche opere di Antonello da Messina custodite nella città.
Le dinamiche dell’effrazione
Le modalità dell’effrazione sono ora al centro delle indagini. Secondo una prima ricostruzione, per accedere al museo i responsabili avrebbero tranciato una parte della ringhiera nei pressi dell’ingresso secondario, riuscendo poi a raggiungere le sale in cui erano esposte le opere.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia insieme agli specialisti della scientifica, impegnati nei rilievi e nell’analisi delle tracce lasciate durante l’incursione. Gli investigatori stanno inoltre ascoltando alcune persone che potrebbero fornire elementi utili a chiarire la dinamica del furto e individuare i responsabili.
Il Polittico di San Gregorio, uno dei capolavori di Antonello da Messina
Il Polittico di San Gregorio misura complessivamente 170 per 203 centimetri ed è considerato uno dei capolavori della cultura rinascimentale italiana. L’opera si distingue in particolare per la costruzione prospettica: nonostante sia composta da più tavole, una base comune contribuisce a dare unità all’intera composizione.
Particolare attenzione è riservata anche alla precisione dei dettagli, soprattutto nella rappresentazione dei tessuti.
Il dipinto è stato sottoposto nel corso del tempo a diversi interventi di conservazione. Un primo restauro risale al 1842, quando il polittico venne ricomposto. Ulteriori lavori furono realizzati nel 1942 e, successivamente, tra il 1981 e il 1982, all’interno del laboratorio di restauro del Museo regionale di Messina.
Le indagini proseguono ora per ricostruire ogni passaggio del furto e recuperare le opere portate via. Determinante potrebbe essere anche l’analisi delle immagini di videosorveglianza e degli elementi raccolti dalla scientifica all’interno e all’esterno del museo.
Il Pd annuncia un’interrogazione al ministro Giuli
Sul caso è arrivata anche la reazione politica. I deputati del Partito democratico Iacono, Marino, Provenzano, Barbagallo e Porta hanno annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro della Cultura Alessandro Giuli, definendo il furto “un fatto di eccezionale gravità, che colpisce il patrimonio culturale dell’intero Paese”.
I parlamentari chiedono al governo di chiarire come sia stato possibile sottrarre opere di tale rilevanza, quali fossero le misure di sicurezza adottate dal museo, quando sia stata scoperta la loro scomparsa e quali controlli siano stati effettuati nel tempo.
Nell’interrogazione viene inoltre chiesto quali iniziative il ministero intenda mettere in campo per favorire il recupero delle opere e impedire che episodi simili possano ripetersi. Per i deputati dem, il patrimonio di Antonello da Messina rappresenta “una parte fondamentale dell’identità culturale di Messina e dell’intero Paese”.
“È dovere delle istituzioni garantire la massima protezione del patrimonio culturale”, hanno concluso, chiedendo al ministro Giuli “risposte puntuali e trasparenti” anche sulle eventuali responsabilità nella tutela delle opere.
Le indagini proseguono intanto per ricostruire ogni passaggio del furto e recuperare le opere portate via. Determinante potrebbe essere l’analisi delle immagini di videosorveglianza e degli elementi raccolti dalla scientifica all’interno e all’esterno del museo.
