Le sanzioni ai conducenti di monopattini nei Comuni capoluogo italiani hanno superato nel 2025 di oltre tre volte i livelli del 2024, secondo l’Istat. L’aumento è legato anche alle nuove norme introdotte dalla riforma del Codice della strada voluta da Salvini. Sul fronte della sicurezza, però, l’ultimo bilancio annuale degli incidenti non registra una riduzione delle vittime tra chi guida questi mezzi.
La stretta sui monopattini elettrici ha introdotto il casco obbligatorio per tutti, seguito nel 2026 dal contrassegno identificativo e dall’assicurazione. I controlli nelle città documentano numerose irregolarità, ma le diverse date di entrata in vigore degli obblighi impongono di distinguere il bilancio delle sanzioni dalla valutazione degli effetti sugli incidenti.
Il casco obbligatorio e le scadenze per targa e assicurazione
L’obbligo del casco riguarda chiunque guidi un monopattino elettrico, indipendentemente dall’età. Il contrassegno identificativo è diventato obbligatorio dal 16 maggio 2026; l’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile è entrato in vigore il 16 luglio.
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato che al 30 giugno 2026 erano stati rilasciati 133.135 contrassegni in Italia. Milano aveva il numero più alto, con 33.316, seguita da Roma con 27.900. Il conteggio precede dunque l’avvio dell’obbligo assicurativo, arrivato nel mese successivo.
Le nuove disposizioni hanno ampliato anche le verifiche sui mezzi in circolazione: oltre all’utilizzo del casco, i controlli hanno iniziato a riguardare la presenza del contrassegno e della copertura assicurativa. Le multe per la mancanza dell’assicurazione vanno da 100 a 400 euro.
I controlli a Milano e la revoca dell’autorizzazione a Bird
La Polizia locale di Milano aveva contestato 70 violazioni già il giorno successivo all’entrata in vigore dell’obbligo di targa. Di queste, 28 riguardavano l’assenza del contrassegno e 34 la mancanza del casco; le altre erano relative a ulteriori infrazioni.
Il bilancio delle tre settimane successive all’introduzione dell’obbligo ha registrato circa 800 monopattini controllati e quasi 500 violazioni contestate. Le infrazioni comprendevano circa 280 casi di mancato utilizzo del casco e 200 di assenza del contrassegno identificativo.
L’avvio dei controlli sull’assicurazione ha portato ad altre sanzioni. La Polizia locale ha contestato il 17 luglio 2026, nel primo giorno di verifiche dopo l’entrata in vigore della norma, 40 violazioni su 139 controlli per la mancata copertura assicurativa.
Le irregolarità hanno coinvolto anche il noleggio condiviso. Il Comune di Milano ha revocato a luglio l’autorizzazione a Bird Rides Italy: su 36 monopattini controllati nei mesi di maggio e giugno, 21 erano privi del contrassegno obbligatorio.
Le vittime nel 2025 e i limiti del confronto
Il rapporto Istat sugli incidenti stradali del 2025 registra 25 conducenti di monopattini elettrici morti, contro i 23 del 2024: un aumento dell’8,7%. Nello stesso anno sono cresciute anche le vittime tra i ciclisti e gli utilizzatori di biciclette elettriche.
Il 2025 è stato il primo anno successivo all’entrata in vigore della riforma, ma non comprende gli obblighi di targa e assicurazione. Non è quindi possibile usare quel bilancio per stabilire se queste due misure abbiano funzionato oppure no. Il numero delle vittime non mostra ancora un miglioramento, senza però consentire una valutazione di disposizioni diventate operative successivamente.
Per misurare gli eventuali effetti delle misure introdotte nel 2026 sulla sicurezza stradale sarà necessario attendere i prossimi dati annuali sugli incidenti.
