Beatrice è stata accompagnata all’ultimo saluto nella chiesa dell’Immacolata a Bordighera, dove centinaia di persone si sono strette attorno al feretro della bimba. La bara bianca, con sulla sommità soltanto una fotografia, è stata accolta da un lungo applauso: la madre, Emanuela Aiello, non era presente.
Nulla osta revocato e dispositivo di sicurezza attorno alla chiesa
Il permesso inizialmente concesso per la partecipazione della madre è stato annullato: il gip ha fermato il nulla osta per motivi di ordine pubblico e sicurezza. In vista della cerimonia si era riunito un vertice in prefettura e sono state attivate misure di controllo degli accessi, la delimitazione di una zona di attenzione attorno alla chiesa e la chiusura di un tratto dell’Aurelia per consentire il deflusso delle persone.
Per gestire la prevista partecipazione numerosa è stato approntato un imponente dispositivo di sicurezza e assistenza: varchi controllati e presenze delle forze dell’ordine hanno scandito l’afflusso sul sagrato, mentre il lutto cittadino dichiarato dalla città ha segnato la giornata.
Il rito, l’omelia del vescovo e le presenze in chiesa
La celebrazione è stata officiata dal vescovo della diocesi, monsignor Suetta, che nell’omelia si è rivolto direttamente alla bambina con parole che hanno spezzato la voce: «Hai avuto paura? Certamente sì», ha detto il vescovo, ricordando la tenerezza con cui la comunità accompagna la memoria della piccola. L’Ave Maria di Schubert ha accompagnato l’ingresso del feretro e l’omelia ha sottolineato il dolore per la breve vita della bimba.
Attorno al feretro sono rimasti soprattutto i familiari paterni: il padre naturale, Maurizio Rao, detenuto per altra causa, è stato portato in chiesa dalla Polizia penitenziaria ed è entrato da una porta secondaria. Sul sagrato hanno assistito al rito i nonni e una zia che ha deposto una cornice con la fotografia sulla bara.
La vicenda giudiziaria resta aperta: per la morte della piccola sono accusati la madre e il suo compagno, entrambi attualmente in carcere. Dagli accertamenti medico-legali, menzionati nel corso delle indagini, emergerebbero lesioni e trauma cranico compatibili con maltrattamenti prolungati, circostanza che ha alimentato l’attenzione pubblica sul caso.
Il feretro è stato salutato sul sagrato da un ultimo, prolungato applauso e la chiesa è rimasta colma di persone che hanno voluto rendere omaggio: la cerimonia si è svolta senza fiori sulla bara, segno di una scelta familiare che ha concentrato l’attenzione sulla fotografia della bambina e sul silenzio del ricordo.
