Emergono nuovi dettagli sull’inchiesta che ruota attorno alla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio 2026 in un’abitazione a Bordighera, in provincia di Imperia.
Nelle ultime ore sono emersi i contenuti dell’ordinanza cautelare che riguarda Emanuela Aiello, madre della piccola, già arrestata nei mesi scorsi nell’ambito dell’indagine. Secondo quanto riportato negli atti, la donna non sarebbe accusata soltanto di aver maltrattato direttamente la figlia, ma anche di aver assistito senza intervenire alle presunte violenze commesse dal compagno Emanuel Iannuzzi nei confronti della bambina.
Entrambi risultano oggi accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. Iannuzzi è stato arrestato nelle scorse ore, mentre per Aiello è fissato il prossimo 3 giugno l’interrogatorio di garanzia nel carcere genovese di Pontedecimo.
Come è nata l’inchiesta sulla morte di Beatrice
La vicenda ha origine il 9 febbraio scorso, quando Beatrice, due anni, venne trovata morta nell’abitazione in cui viveva con la madre.
In un primo momento gli accertamenti si erano concentrati sulle cause del decesso. Con il passare delle settimane, però, le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla procura hanno portato a una ricostruzione molto diversa rispetto a quella inizialmente emersa.
Attraverso testimonianze, accertamenti medico-legali e approfondimenti investigativi, gli inquirenti hanno progressivamente concentrato l’attenzione sul contesto familiare della bambina. Proprio questi elementi hanno portato prima all’arresto della madre e successivamente a quello del compagno.
Secondo l’ipotesi accusatoria della procura, Beatrice sarebbe stata vittima di ripetuti maltrattamenti all’interno dell’ambiente familiare. Si tratta di una ricostruzione che dovrà ora essere verificata nel corso del procedimento giudiziario.
Le accuse contenute nell’ordinanza
L’ordinanza descrive un contesto familiare che gli investigatori ritengono caratterizzato da comportamenti violenti e gravi omissioni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Aiello avrebbe lasciato frequentemente sole le tre figlie per trascorrere del tempo con il compagno. Le contestazioni riguardano anche il rapporto con le altre due bambine, oggi di 9 e 7 anni, che sarebbero state sottoposte a comportamenti coercitivi e rimproveri particolarmente aggressivi.
Uno degli aspetti ritenuti più rilevanti dagli investigatori riguarda però Beatrice. Secondo l’accusa, la donna avrebbe omesso di garantire alla figlia l’assistenza medica necessaria e avrebbe tollerato le violenze che, stando alla ricostruzione investigativa, si sarebbero protratte nel tempo.
Già nelle prime fasi delle indagini era inoltre emersa la testimonianza di una donna che aveva descritto Aiello come una madre abitualmente violenta nei confronti della bambina. Anche questi elementi saranno oggetto di valutazione nel corso del processo.
Le contraddizioni e la misura cautelare
Un passaggio centrale dell’ordinanza riguarda il comportamento tenuto dalla donna durante le indagini.
Secondo il giudice, le numerose contraddizioni emerse nelle sue dichiarazioni avrebbero evidenziato il rischio di interferenze nell’accertamento dei fatti. Gli inquirenti sostengono infatti che la madre della bambina abbia fornito nel tempo versioni differenti della vicenda, nel tentativo di allontanare da sé e dal compagno eventuali responsabilità.
Nel provvedimento si legge che la donna avrebbe mostrato una “tendenza a camuffare o addirittura a distorcere i dati di realtà secondo la propria convenienza”, circostanza che avrebbe contribuito a giustificare la misura cautelare.
Per gli investigatori, proprio queste presunte menzogne e contraddizioni avrebbero rappresentato un elemento di particolare gravità, tale da rendere necessaria la custodia cautelare.
L’inchiesta sulla morte di Beatrice
L’arresto di Emanuel Iannuzzi, eseguito nelle scorse ore, e le contestazioni formulate nei confronti della madre rappresentano soltanto una fase dell’inchiesta.
La magistratura dovrà ora accertare nel dettaglio responsabilità, dinamica degli eventi e circostanze che hanno portato alla morte della bambina. I prossimi passaggi processuali, a partire dall’interrogatorio di garanzia previsto per il 3 giugno, potrebbero fornire ulteriori elementi utili a chiarire la vicenda.
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