Compagna rappresenta i genitori e il fratello di Chiara insieme a Gian Luigi Tizzoni. I legali dei Poggi saranno invece parte in un eventuale giudizio di revisione proposto dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nel 2007.
Poggi Alberto Stasi Garlasco: il DNA sui pedali e origini biologiche
Le analisi del Ris di Parma sui pedali della bicicletta di Stasi sono al centro delle contestazioni affrontate da Tizzoni fuori dal tribunale di Pavia. “Ritengo che sia un po’ propaganda e non informazione leggere e sentire che non esiste Dna di Chiara Poggi su quei pedali. Lo dicono i consulenti, lo dicono i periti, l’hanno detto tutti i giudici”, ha dichiarato il legale.
A sostegno della presenza del Dna di Chiara Poggi, Tizzoni ha richiamato gli esiti degli accertamenti: “Davanti a due estrazioni marcatamente positive con 16 aplotipi, anche oggi il professor Previderè, consulente della procura, ha ribadito la solidità di quel dato”.
Per l’avvocato, l’identificazione del materiale genetico e la sua origine biologica vanno tenute distinte: “Diverso il tema sangue, o meglio provenienza, diciamo, biologica di quel Dna”.
Il risultato negativo del 20 settembre 2007
L’esito negativo dell’analisi del 20 settembre 2007 non smentirebbe quelli precedenti, nella lettura di Tizzoni. Il legale attribuisce quel risultato al funzionamento della macchina, non a un dato contrastante con le altre estrazioni.
«Non si è trattato di una negatività data da un risultato contrastante, ma di una negatività che a mio avviso è data dal fatto che la macchina sostanzialmente non ha dato nessun risultato. Può anche, per ragioni di funzionamento, dare un encefalogramma piatto, zero. Vuol dire che è zero, punto, non è che invalida i risultati del giorno prima», ha spiegato.
Secondo Tizzoni, lo stesso professor Previderè si sarebbe detto sorpreso dell’esecuzione di un’ulteriore analisi, non prevista.
La partecipazione della difesa e l’accesso ai dati
La difesa di Stasi partecipò agli accertamenti e decise il 17 settembre 2007 di non proseguire, ha ricordato Tizzoni. L’eccezione di nullità per il mancato avviso fu respinta dalla pm Rosa Muscio e mai più riproposta. “Sostenere ancora oggi che quell’attività sia stata svolta all’insaputa della difesa di Alberto Stasi a me sembra smentito dai fatti”, ha affermato.
Il riferimento documentale indicato dall’avvocato è questo: “La memoria scritta del professor Avato fa riferimento ad analisi svolte in sua assenza il giorno 20. Logica vuole che sia per forza l’analisi presunta negativa”.
Sull’ipotesi di un occultamento, Tizzoni ha obiettato: “Dubito che un pubblico ufficiale abbia avuto una qualsiasi ragione per nascondere questo dato, che peraltro era nella sua disponibilità. Avesse voluto nasconderlo, molto serenamente oggi non l’avremmo mai più ritrovato. I dati erano lì e sono sempre stati lì”.
Per il legale, lamentare oggi una lesione del diritto di difesa tornando a quegli accertamenti è una forzatura rispetto ai dati processuali. Sull’accesso ai dati grezzi ha precisato: “Sono stati richiesti dalla difesa? No, che mi risulti, se non negli ultimi anni. Se la difesa Stasi avesse voluto avere i dati grezzi, li doveva chiedere. Io ho chiesto la bicicletta, il giudice Vitelli mi ha detto no, l’ho richiesta alla corte d’assise d’appello di Milano, mi hanno detto no. Poi la Cassazione ha capito l’iter procedurale e mi ha dato ragione”.
