Anche le leggi italiane potrebbero presto essere create attraverso l’intelligenza artificiale: Palazzo Chigi ha scelto di formare una squadra di dipendenti sull’utilizzo dell’IA nelle fasi che precedono il Consiglio dei ministri: dalla stesura dei testi alla verifica della loro coerenza, fino alla valutazione delle conseguenze concrete dei provvedimenti.
A seguire il percorso saranno dodici dipendenti della Presidenza del Consiglio, riuniti in una task force impegnata nelle attività pre-legislative e nelle riunioni del pre-Consiglio dei ministri. Il gruppo sarà formato attraverso un corso di sedici ore organizzato dalla Treccani Accademia e distribuito tra settembre e ottobre.
Intelligenza artificiale, come sarà usata per scrivere le norme
Il corso si intitola “Intelligenza artificiale per scrittura normativa e valutazione d’impatto” e si svolgerà in quattro incontri: il 18 e il 25 settembre e il 2 e il 9 ottobre 2026. Le lezioni saranno dedicate all’uso concreto dell’IA nella produzione normativa, dalla redazione di leggi, emendamenti e allegati al controllo delle definizioni, dei rinvii e della coerenza interna dei testi.Il programma prevede anche l’impiego dell’intelligenza artificiale per revisionare le relazioni illustrative e tecnico-finanziarie, analizzare l’impatto della regolazione e monitorare l’attuazione delle politiche pubbliche. Un altro passaggio riguarderà la selezione delle fonti istituzionali, il controllo delle informazioni e la personalizzazione degli assistenti digitali utilizzati dai funzionari.
L’obiettivo dichiarato non è quindi sostituire chi scrive le norme, ma fornire al personale strumenti in grado di velocizzare alcune operazioni e individuare errori, incongruenze e passaggi poco chiari. L’IA potrebbe essere utilizzata anche per trasformare testi tecnici in note, sintesi, domande frequenti e materiali comprensibili a un pubblico non specializzato.
I dodici dipendenti che porteranno l’IA nel pre-Consiglio dei ministri
La formazione riguarda una task force costituita recentemente a Palazzo Chigi per lavorare sui testi prima che arrivino sul tavolo del Consiglio dei ministri. È in questa fase che le bozze vengono esaminate, corrette e coordinate tra i diversi ministeri, prima della discussione politica e dell’approvazione definitiva. Secondo la decisione amministrativa citata, il corso costerà complessivamente 5.141,82 euro più Iva. La Presidenza del Consiglio ha ritenuto il percorso della Treccani adatto ad accrescere le competenze giuridiche e tecnologiche del personale, soprattutto per quanto riguarda la redazione normativa, l’analisi d’impatto e le diverse fasi del ciclo della regolazione.
La Treccani presenta infatti l’intelligenza artificiale come uno strumento che può contribuire a elaborare grandi quantità di dati, valutare preventivamente le conseguenze economiche e amministrative di una norma e verificare, dopo la sua approvazione, se gli obiettivi stabiliti siano stati raggiunti. Il ricorso all’IA nella pubblica amministrazione non rappresenta però soltanto una questione di efficienza. Quando un sistema viene utilizzato per contribuire alla scrittura di una legge, diventa essenziale capire quali dati consulta, quali fonti privilegia e in che modo vengono controllati gli eventuali errori.
Un testo formalmente corretto può infatti contenere riferimenti inesatti, omissioni o soluzioni che sembrano plausibili, ma non reggono alla verifica giuridica. Per questo, il punto decisivo non sarà semplicemente imparare a formulare i comandi da sottoporre a un software. Palazzo Chigi si prepara così a sperimentare l’intelligenza artificiale in uno dei settori più delicati dell’attività pubblica: resta da capire quanto spazio verrà realmente affidato agli strumenti digitali e quali garanzie accompagneranno il loro utilizzo.
