Un nuovo accertamento potrebbe contribuire a chiarire gli ultimi minuti di vita di Abderrahim Fakir, il 42enne di origine marocchina morto mentre veniva immobilizzato dalla polizia in via Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna. Il 10 agosto, nei laboratori del Ris, il reparto di investigazioni scientifiche dell’arma dei Carabinieri, sarà acquisita la copia forense della bodycam privata indossata dal capopattuglia e accesa poco prima dell’immobilizzazione.
Abderrahim Fakir, l’accertamento sulla bodycam dell’agente
L’acquisizione è stata disposta dalla Procura di Bologna nell’ambito del fascicolo per omicidio colposo aperto a modello 45 bis. Il procedimento coinvolge i due agenti del commissariato Bolognina-Pontevecchio e i quattro operatori della Croce rossa presenti durante l’intervento.
L’accertamento è considerato irripetibile: le parti potranno quindi nominare propri consulenti. Il difensore dei poliziotti, l’avvocato Gabriele Bordoni, ha indicato l’informatico Gianni Spoletti. Il legale aveva inoltre chiesto che l’analisi, inizialmente prevista sul cellulare di Fakir, fosse estesa ai diversi filmati acquisiti dagli investigatori.
Le immagini della bodycam, alcune delle quali sono già state trasmesse dal Tg1, documentano l’avvicinamento degli agenti, il contatto di Fakir con un’altra persona, il successivo contenimento e le manovre di rianimazione. La copia forense servirà a preservare integralmente il contenuto originale e a verificare la sequenza temporale delle registrazioni.
Cosa accadde la mattina del 19 luglio
Secondo le ricostruzioni finora disponibili, alcuni residenti avevano segnalato la presenza di un uomo in forte stato di agitazione nella zona dei garage di via Svevo. Fakir avrebbe colpito alcuni portoni e si sarebbe avvicinato a un’automobile, entrando in contatto con un’altra persona. Gli agenti tentarono di contenerlo, utilizzarono lo spray urticante e lo immobilizzarono a terra in posizione prona, con le mani dietro la schiena.
Un video girato da una finestra mostra il 42enne mentre urla più volte “Aiuto” e “Basta”, prima di smettere gradualmente di muoversi. Secondo la cronologia fornita dall’Ausl, l’ambulanza fu inviata alle 12.17 e arrivò alle 12.30; alle 12.36 venne richiesta l’automedica, mentre il decesso fu constatato alle 12.53.
Dai primi elementi dell’autopsia sarebbero emersi sangue nei polmoni e segni di schiacciamento. Resta tuttavia da stabilire se questi ultimi siano collegati alle modalità dell’immobilizzazione oppure alle successive manovre di rianimazione. Gli esiti definitivi degli accertamenti medico-legali richiederanno ulteriori approfondimenti.
L’analisi integrale della bodycam dovrà ora contribuire a ricostruire tempi, movimenti e responsabilità dell’intervento, andando oltre i frammenti video finora circolati.
