Lo Stretto di Hormuz potrebbe tornare alla normalità già nelle prossime ore. Secondo il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent, un’intesa per garantire nuovamente la libertà di navigazione attraverso uno dei corridoi marittimi più importanti al mondo potrebbe essere raggiunta tra oggi e domani. Le sue parole hanno avuto un immediato impatto sui mercati energetici, con il prezzo del petrolio in forte calo.
Bessent: “Possibile accordo oggi o domani per riaprire lo Stretto di Hormuz”
L’ipotesi di una riapertura dello Stretto di Hormuz è stata avanzata da Scott Bessent durante un’intervista alla Cnbc. Il segretario al Tesoro americano ha spiegato che Stati Uniti e Iran potrebbero arrivare a un accordo in tempi brevi per permettere nuovamente il libero transito delle navi commerciali.
Secondo Bessent, l’intesa potrebbe rappresentare un passo verso una fase più stabile del conflitto in corso. “C’è la possibilità di raggiungere un accordo oggi o domani per aprire lo stretto e muoverci verso una situazione più normalizzata”, ha dichiarato, precisando che sul dossier Hormuz si tratterebbe soprattutto di garantire la “libertà di transito”.
Il mercato reagisce: il petrolio perde oltre il 3%
Le dichiarazioni del segretario al Tesoro americano hanno avuto conseguenze immediate sulle quotazioni del greggio. Gli operatori hanno interpretato le parole di Bessent come un possibile segnale di distensione, facendo scendere il valore del petrolio sui mercati internazionali.
Il Wti, il riferimento statunitense, ha registrato una flessione del 3,87%, scendendo a 77,23 dollari al barile. Anche il Brent, considerato il benchmark globale, ha subito un calo significativo, pari al 3,10%, attestandosi a 81,17 dollari.
Perché lo Stretto di Hormuz è così importante
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei punti strategici più delicati per il commercio mondiale di energia. Attraverso questo tratto di mare, situato tra Iran e Penisola Arabica, transita una quota rilevante delle esportazioni di petrolio e gas provenienti dal Golfo Persico.
Qualsiasi limitazione alla navigazione nella zona può quindi avere ripercussioni sui prezzi energetici globali, aumentando i timori per possibili conseguenze economiche. Per questo motivo, ogni segnale di apertura diplomatica viene seguito con grande attenzione dai mercati.
Le prossime ore decisive per l’intesa
Al momento non sono stati diffusi dettagli su un eventuale accordo né sulle condizioni che potrebbero portare alla riapertura del passaggio marittimo. Le parole di Bessent rappresentano però un’indicazione di possibile negoziato tra Washington e Teheran, in un contesto segnato da forti tensioni regionali. L’eventuale ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz potrebbe quindi diventare un passaggio fondamentale per ridurre le pressioni sul mercato energetico e favorire una fase di maggiore stabilità nell’area.
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