Da quasi due mesi un ragazzo italiano di 15 anni si trova detenuto in un carcere minorile maltese. A denunciare la situazione è il padre, Antonio Santoiemma, che ha raccontato all’ANSA le condizioni in cui si troverebbe il figlio Flavio, arrestato dalle autorità di Malta il 25 maggio scorso.
Secondo il genitore, il giovane sarebbe attualmente in isolamento all’interno del carcere minorile Coors e la sua situazione sarebbe motivo di forte preoccupazione. Sul caso è intervenuta anche la Farnesina: l’Ambasciata italiana a La Valletta sta seguendo la vicenda in stretto coordinamento con il Ministero degli Esteri e mantenendo contatti costanti con la famiglia.
L’intervento della Farnesina e il sostegno dell’ambasciata italiana
Il caso è seguito da vicino dalle autorità diplomatiche italiane. L’Ambasciata a Malta ha riferito di aver affrontato più volte la questione con le istituzioni locali e di aver fornito assistenza ai genitori del ragazzo. Un primo incontro diretto con il giovane è avvenuto il 26 giugno, mentre è prevista una nuova visita all’interno della struttura penitenziaria. I rappresentanti italiani hanno inoltre incontrato il direttore del carcere nel quale il 15enne è detenuto e hanno partecipato come osservatori alle prime udienze del procedimento giudiziario. La Farnesina ha precisato che la vicenda è attualmente al vaglio delle autorità giudiziarie maltesi e che la prossima udienza è stata fissata per il 19 agosto.
La denuncia della famiglia sulle condizioni di detenzione
Il padre del ragazzo ha spiegato che proprio nei giorni scorsi si è svolto un incontro in videocollegamento con il Ministero degli Esteri, alla presenza degli avvocati della famiglia, per discutere delle condizioni di detenzione del figlio.
Secondo quanto riferito dal genitore, i legali ritengono che il trattamento riservato al giovane presenti profili di illegittimità. La famiglia vive da tempo a Malta e sta chiedendo chiarimenti sulle modalità con cui il ragazzo sarebbe stato trattenuto dopo l’arresto.
I primi giorni nel carcere per adulti e il trasferimento nella struttura minorile
Il padre ha raccontato che, dopo l’arresto del 25 maggio, il figlio sarebbe stato inizialmente trasferito per quattro giorni nella divisione 6 del carcere di Corradino, una struttura destinata agli adulti. Durante quel periodo, secondo la testimonianza della famiglia, il ragazzo avrebbe vissuto una situazione di forte stress arrivando anche ad autolesionarsi. Successivamente sarebbe stato trasferito nel carcere minorile Coors, dove avrebbe trascorso un lungo periodo in condizioni particolarmente difficili.
Sempre secondo il racconto del padre, per circa 35 giorni il giovane sarebbe rimasto chiuso nella cella per 22 ore al giorno, con la possibilità di muoversi soltanto in momenti limitati. La famiglia sostiene inoltre che in alcuni giorni sarebbe stato costretto a mangiare senza posate, utilizzando le mani.
Il procedimento giudiziario resta aperto
La vicenda rimane ora nelle mani della magistratura maltese, mentre la famiglia continua a chiedere attenzione sulle condizioni del ragazzo durante la detenzione. L’Italia, attraverso la propria rappresentanza diplomatica, ha assicurato che continuerà a monitorare il caso e a mantenere il contatto con i familiari, offrendo ogni forma di assistenza prevista.
