Il caso del 15enne italiano detenuto da oltre 70 giorni in un carcere minorile di Malta continua a far discutere. A intervenire è stato il ministro dell’Interno maltese, Glenn Bedingfield, che ha chiarito la posizione delle autorità dell’isola, sottolineando come il procedimento riguardi accuse di particolare gravità e venga seguito in collaborazione con Europol. Il ministro ha inoltre assicurato che il ragazzo è detenuto nel pieno rispetto dei diritti umani e che il suo percorso educativo e riabilitativo prosegue all’interno della struttura.
Malta, le accuse contestate al giovane italiano
Secondo Bedingfield, la vicenda “non si tratta di un caso di scherzo telefonico o di un singolo episodio isolato”. Il ministro ha spiegato che il 15enne è accusato di numerosi reati, tra cui associazione a delinquere, partecipazione e coinvolgimento attivo in un’organizzazione criminale, produzione, distribuzione e detenzione di materiale pedopornografico, diffusione di false informazioni, oltre a minacce aggravate e intimidazione. Le autorità maltesi hanno precisato che il fascicolo viene gestito in collaborazione con Europol e che saranno i tribunali a pronunciarsi sulla base delle prove raccolte nel corso delle indagini.
Le misure adottate nel carcere minorile
Il ministro ha affrontato anche il tema delle condizioni di detenzione del ragazzo. Secondo fonti del dipartimento carcerario, il minore viene tenuto separato dagli altri coetanei presenti nell’istituto penitenziario per ragioni di sicurezza, sia a tutela del giovane sia degli altri detenuti.
Bedingfield ha ribadito che la Correctional Services Agency (CSA), l’ente che gestisce le carceri maltesi, “opera nel pieno rispetto delle norme e dei diritti umani” ed è incaricata della custodia delle persone sottoposte a procedimento penale o già condannate nel rispetto della legislazione maltese e degli obblighi internazionali. Ha inoltre ricordato che “ogni persona in custodia, indipendentemente dai reati che si presume abbia commesso o per i quali sia stata condannata, ha il diritto di essere trattata con dignità”, pur mantenendo tutte le necessarie misure di sicurezza e supervisione.
Riabilitazione, scuola e contatti con la famiglia
Sul fronte del percorso riabilitativo, il ministro ha spiegato che il personale del centro CoRRS continua a monitorare e adattare la routine quotidiana del ragazzo con l’obiettivo di favorirne il benessere e il graduale reinserimento in un ambiente strutturato e controllato.
Attualmente il giovane trascorre le mattinate in una stanza comune e dispone di due ore al giorno in una sala ricreativa attrezzata con spazi dedicati al fitness e allo svago. La CSA ha inoltre garantito la continuità del percorso scolastico, mantenendo contatti diretti con il suo istituto e predisponendo tutto il necessario affinché possa sostenere gli esami direttamente all’interno del centro, evitando così di interrompere gli studi.
Malta, il monitoraggio del caso prosegue
Il 15enne ha iniziato anche a partecipare a sessioni settimanali di gruppo con altri giovani, iniziativa pensata per seguire da vicino le sue interazioni sociali e accompagnarne gradualmente il percorso di reinserimento. Bedingfield ha infine assicurato che i contatti con la famiglia rappresentano una priorità: il responsabile della struttura mantiene comunicazioni regolari con i genitori del ragazzo, mentre un team multidisciplinare continua a seguire costantemente la situazione. Il ministro ha concluso ribadendo che l’Agenzia proseguirà nello svolgimento dei propri compiti nel pieno rispetto dell’indipendenza della magistratura, evitando ulteriori commenti su una vicenda tuttora all’esame dei tribunali.
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