C’è chi è entrato in sala conoscendo già perfettamente il viaggio di Ulisse e chi ha scoperto soltanto con Christopher Nolan che dietro Odissea c’era un poema scritto quasi tremila anni fa. Ma il risultato, almeno per il mercato editoriale, è lo stesso: Omero è tornato a vendere. Il successo cinematografico dell’Odissea sta infatti producendo un effetto collaterale forse meno prevedibile dei record al botteghino. Negli Stati Uniti come in Italia, il film ha riacceso la curiosità per il testo originale e, con essa, per un intero universo di classici che normalmente trova spazio soprattutto tra i banchi di scuola. E questa volta a cercarli non sono soltanto gli studenti.
A Bologna, per esempio, le Librerie Coop Ambasciatori sono passate dalle due copie dell’Odissea vendute normalmente in un mese a trenta, mentre alla biblioteca Salaborsa le dieci versioni cartacee disponibili risultano tutte in prestito. A Piacenza alcune librerie hanno dedicato intere vetrine al poema e segnalano un aumento dell’interesse anche per l’Iliade e per i libri dedicati alla mitologia greca.
Negli Stati Uniti è caccia all’Odissea di Emily Wilson
L’effetto Nolan aveva cominciato a manifestarsi negli Stati Uniti già intorno all’uscita del film. A beneficiarne in modo particolare è stata la traduzione inglese di Emily Wilson, classicista britannica e prima donna ad aver tradotto in inglese sia l’Odissea sia l’Iliade. È proprio la sua versione del poema una delle fonti utilizzate da Nolan per il film.
Il volume, circa cinquecento pagine, ha registrato un forte aumento delle vendite, mentre sui social hanno cominciato a moltiplicarsi fotografie e video di spettatori con una copia del poema tra le mani. Persino Wikipedia ha beneficiato dell’improvvisa curiosità per Ulisse: dopo l’annuncio del progetto, le ricerche online sull’opera e sui suoi personaggi sono aumentate, alimentate anche da una parte del pubblico di Nolan che non sapeva inizialmente che il film fosse tratto da un testo antico.
Un cortocircuito tra cultura alta e cultura pop che il docente di Studi Classici della Trinity University Lawrence Kim ha sintetizzato con una considerazione piuttosto semplice: qualsiasi cosa riesca a portare le persone a leggere o ascoltare Omero, per uno studioso di classici, è una buona notizia.
In Italia Omero non è più soltanto un libro da scuola
Anche in Italia il fenomeno sta diventando evidente. E forse il dato più interessante non riguarda nemmeno il numero di copie vendute, ma chi le sta comprando. Le librerie raccontano infatti di un pubblico molto più trasversale rispetto a quello abituale. Normalmente in estate l’Odissea viene acquistata soprattutto dagli studenti per le letture scolastiche; quest’anno arrivano invece giovani, adulti e spettatori appena usciti dal cinema che vogliono confrontare la versione di Nolan con quella di Omero. Alla storica libreria Nanni di Bologna è stato registrato un aumento delle richieste proprio da parte dei più giovani, mentre alla libreria Ulisse alcune edizioni del poema sono andate esaurite più volte e hanno dovuto essere riordinate.
Lo stesso sta accadendo a Piacenza, dove il successo del film ha portato le librerie a mettere in primo piano non soltanto Odissea, ma anche Iliade e libri dedicati ai miti greci. E l’effetto si sta allargando. A Bologna sono tornati a essere richiesti anche l’Eneide, le riletture contemporanee del mito e i romanzi che raccontano la storia dalla prospettiva dei personaggi femminili, come Circe di Madeline Miller. Anche le edizioni illustrate e le versioni dell’Odissea pensate per bambini stanno beneficiando della nuova attenzione.
Dal grande schermo alla libreria
Forse è proprio qui che l’“effetto Odissea” diventa più interessante. Nolan non ha semplicemente trasformato un classico in un blockbuster: ha fatto compiere al pubblico il percorso inverso. Per anni il rapporto tra cinema e letteratura è stato raccontato soprattutto nella direzione opposta: si leggeva un romanzo e poi si andava a vedere come Hollywood lo aveva trasformato. Con Odissea sta accadendo anche il contrario. Molti spettatori incontrano prima Matt Damon sul grande schermo e soltanto dopo cercano Ulisse tra le pagine di Omero.
Il fenomeno è ancora più significativo considerando quanto il film stia funzionando nelle sale. In Italia, nel secondo weekend, Odissea ha raggiunto oltre 26,7 milioni di euro complessivi, aumentando gli incassi del 6% rispetto al weekend d’esordio. Una platea enorme che inevitabilmente porta il poema fuori dal suo pubblico tradizionale. E forse non importa nemmeno se tutti quelli che stanno comprando cinquecento pagine di Omero arriveranno davvero fino a Itaca. Il dato culturale è già lì: un poema composto quasi tremila anni fa è tornato nelle vetrine, sui social, nelle conversazioni tra ragazzi e nelle mani di persone che non lo cercavano dai tempi della scuola. Nolan ha riportato l’Odissea al cinema. Il risultato più curioso, però, potrebbe essere aver riportato Omero in libreria.
