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Effetto Odissea, Favignana e Itaca si contendono i turisti di Nolan

Il colossal ha trasformato l’isola siciliana nell’Itaca cinematografica e riacceso l’interesse per quella greca: prenotazioni verso la Grecia in crescita e Favignana guarda a un indotto da centinaia di milioni. Ma cresce anche il timore dell’overtourism

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Favignana

fab. — CC BY 2.0 — via Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27366145) | fab. — CC BY 2.0 — via Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27366145)

Martina Beretta di Martina Beretta

Mi chiamo Martina Beretta e sono una content editor e autrice digitale. Da anni lavoro nel mondo dei podcast e dei contenuti digitali, occupandomi di storytelling, approfondimenti editoriali e narrazione social. Ho collaborato alla crescita del progetto Passa dal BSMT, seguendo la scrittura e lo sviluppo di contenuti tra attualità, cultura e intrattenimento. Oggi collaboro anche con Ala News, dove unisco linguaggio giornalistico e sensibilità digitale.

L’Odissea di Christopher Nolan non sta riempiendo soltanto le sale cinematografiche. A meno di un mese dall’uscita del colossal, il viaggio di Ulisse sembra essersi trasferito dagli schermi alle mappe dei turisti. E a contendersi l’effetto del film sono soprattutto due isole: Favignana e Itaca.

La prima è l’Itaca scelta da Nolan per il grande schermo. La seconda è quella che da secoli porta il nome della patria dell’eroe omerico, nonostante il regista non l’abbia utilizzata per ricostruirne il ritorno a casa.

Il risultato è un singolare fenomeno turistico che attraversa Italia e Grecia. Dopo la metà di luglio, secondo quanto riportato da Repubblica, le prenotazioni verso la Grecia sono aumentate del 18%. Ma sull’isola di Itaca il vero effetto del film è atteso soprattutto nel 2027, quando chi ha scoperto o riscoperto il mito grazie al cinema potrà trasformare la curiosità in una vacanza.

Favignana è diventata l’Itaca di Nolan

È però Favignana ad aver ricevuto l’investitura cinematografica. L’isola maggiore delle Egadi è stata scelta per rappresentare la patria di Ulisse, mentre il Castello di Santa Caterina, che domina Favignana dall’alto, è diventato la reggia dell’eroe interpretato da Matt Damon.

Le riprese hanno coinvolto anche alcuni degli scorci più conosciuti dell’isola, da Cala Rossa a Cala Azzurra e Bue Marino, oltre alle acque delle Egadi. E l’effetto è già visibile: aumentano le ricerche online e stanno comparendo tour ed escursioni “sulle orme di Ulisse”, pensati per raggiungere dal vivo i luoghi riconoscibili nel film.

Le stime circolate nel settore turistico indicano una possibile ricaduta economica superiore ai 250 milioni di euro nei prossimi anni, mentre gli scenari più ottimistici arrivano a ipotizzare un indotto vicino al mezzo miliardo nel lungo periodo.

Dal set sono già arrivati fino a due milioni di euro

Qualcosa, intanto, il film ha già lasciato sull’isola. La produzione ha trascorso diversi mesi a Favignana tra la fine del 2024 e la primavera del 2025 e ha impiegato circa 500 tra comparse e lavoratori locali.

Secondo il sindaco Giuseppe Pagoto, le riprese avrebbero prodotto tra uno e due milioni di euro di spesa diretta sul territorio.

Adesso l’obiettivo è rendere permanente il legame con il film. Con il sostegno della Regione Siciliana e di Universal Pictures, già da ottobre potrebbe aprire nell’ex Stabilimento Florio, utilizzato come quartier generale della produzione, un’esposizione dedicata all’Odissea con costumi, attrezzature e materiali utilizzati durante le riprese.

Gli investitori guardano già al 2027

L’effetto Nolan sembra andare oltre i tour delle location. Investitori provenienti da Nord America, Medio Oriente e India avrebbero già manifestato interesse per nuove opportunità turistiche sull’isola in vista della stagione 2027.

Tra i progetti in corso c’è la trasformazione dell’ex villaggio Valtur in un resort a cinque stelle, mentre il Palazzotto Florio dovrebbe diventare una struttura ricettiva di lusso con apertura prevista nel giugno del prossimo anno.

Favignana potrebbe così trovarsi davanti a un cambiamento del proprio modello turistico: non più soltanto appartamenti e piccoli B&B, ma investimenti alberghieri di dimensioni maggiori rivolti anche alla clientela internazionale.

Il rischio è trasformare il successo in overtourism

Il boom, però, porta con sé un problema. Favignana conta appena 3 mila residenti, mentre nelle giornate estive la popolazione presente sull’isola può già raggiungere 40-50 mila persone.

Per questo amministratori e operatori locali sperano che l’Odissea serva soprattutto a destagionalizzare il turismo, portando visitatori anche fuori da luglio e agosto, invece di aumentare ulteriormente la pressione nei periodi già congestionati.

Il Comune ha installato circa 200 boe di ormeggio per limitare l’impatto delle imbarcazioni vicino alla costa e sta valutando nuove misure per regolare i flussi. Tra le ipotesi c’è anche quella di collegare l’ingresso dei veicoli sull’isola alla durata minima del soggiorno, cercando di ridurre il turismo mordi e fuggi.

Itaca prova a riprendersi Ulisse

A centinaia di chilometri di distanza c’è però chi possiede qualcosa che Favignana non potrà mai replicare: il nome.

Itaca, nelle Isole Ionie, continua a essere universalmente identificata con la patria di Ulisse e ora prova a sfruttare il rinnovato interesse internazionale per il mito, anche se Nolan ha scelto un’altra isola per rappresentarla.

Operatori turistici internazionali hanno già iniziato a proporre itinerari ispirati all’Odissea attraverso Itaca, Cefalonia, Corfù e il resto della Grecia. Il fenomeno rientra nel cosiddetto set-jetting, la tendenza a scegliere le proprie vacanze sulla base dei luoghi scoperti attraverso film e serie televisive.

E il fenomeno non riguarda soltanto le due Itache. Le location dell’Odissea dalla Grecia al Marocco, passando per Scozia e Islanda, stanno registrando un aumento dell’interesse online. Dopo l’uscita del film, persino le ricerche legate a Troia hanno registrato incrementi a quattro cifre.

Quasi tremila anni dopo Omero, dunque, il viaggio verso Itaca è ricominciato. Solo che questa volta la destinazione è doppia: c’è l’isola greca del mito e c’è quella siciliana costruita dal cinema. E se l’estate 2026 sta mostrando i primi effetti, la vera prova arriverà probabilmente nel 2027, quando si capirà se l’Odissea di Nolan avrà prodotto una moda passeggera o ridisegnato davvero la geografia turistica del Mediterraneo.

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