Italia ha annunciato nel tardo pomeriggio di ieri la sospensione per un mese del trattato di Schengen con la Spagna, decisione assunta a seguito dell’emergenza delle migliaia di migranti marocchini arrivati a Ceuta, e contestualmente ha rafforzato i controlli con la Francia in accordo con Parigi.
Il provvedimento è stato motivato con la necessità di controllare i flussi e prevenire ripercussioni sulla sicurezza nazionale, mentre il Viminale ha chiarito che i controlli saranno mirati e rivolti ai cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, senza aggravio burocratico per spagnoli ed europei.
Modalità della sospensione di Schengen e verifiche alle frontiere
Il governo ha disposto il ripristino delle verifiche dei documenti d’identità e dei passaporti negli aeroporti e nei porti per i voli e le navi provenienti dalle città spagnole, applicando la sospensione Schengen per la durata di un mese come misura temporanea e straordinaria per la gestione dell’emergenza.
Secondo quanto indicato, i controlli riguarderanno in particolare gli arrivi aerei e marittimi e saranno finalizzati all’individuazione di persone irregolari, mentre il ministro dell’Interno ha presieduto un vertice con il Comitato di analisi sull’immigrazione e ha sentito l’omologo francese Laurent Nuñez per aumentare i controlli a Ventimiglia.
Le autorità hanno ricordato che l’emergenza a Ceuta ha toccato la soglia di 50 mila persone coinvolte, con 48.300 già rientrate, circostanza che il governo italiano ha indicato come elemento alla base della decisione.
Reazioni di Madrid e delle istituzioni europee
La decisione italiana ha provocato la reazione del governo spagnolo, con il premier Pedro Sánchez che sui social ha scritto: «Solidarietà ed empatia sono un optional. Ma il rispetto dei trattati europei e dei dati non lo è», e ha avvertito che «Non è il momento di dividerci. È il momento di continuare a costruire un’Unione europea forte e unita».
Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha inoltre affermato sui social che «tutti quelli entrati a Ceuta sono tornati in Marocco» e ha aggiunto che «L’integrità dello spazio Schengen è garantita. Basta fare confusione interessata», rimarcando la posizione di Madrid sul rispetto dei trattati.
A livello europeo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha definito «inaccettabili» le immagini di Ceuta e ha sottolineato che non si può permettere a nessuno di entrare senza rispettare le regole, mentre la premier italiana ha dialogato con la prima ministra danese, ottenendo sostegno per portare la questione nell’ambito dell’Unione.
Linee politiche interne e critiche dell’opposizione
La premier Giorgia Meloni ha definito la misura «straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire ripercussioni per la nostra nazione» e ha assicurato che «Sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi».
Alle dichiarazioni della maggioranza si sono affiancati i vicepremier e i ministri che hanno sostenuto la linea di maggior controllo, mentre l’ufficio studi di Fratelli d’Italia ha rimarcato la responsabilità attribuita a Madrid per un presunto «modello porte aperte» e per le recenti sanatorie che, secondo il documento, avrebbero riguardato 500 mila persone.
Le opposizioni hanno attaccato duramente la scelta: Elly Schlein ha accusato il governo di avere «abbandonato gli italiani», paragonando l’azione a un’agenda estera, mentre Giuseppe Conte ha parlato di «psicosi» che spingerebbe il governo verso uno sciacallaggio politico.
La misura annunciata dall’esecutivo intende quindi bilanciare controlli temporanei e cooperazione europea, con l’esecutivo che dichiara disponibilità a sostenere iniziative comunitarie per ristabilire il pieno controllo delle frontiere dell’Unione, e con le parti in campo politicamente e diplomaticamente mobilitate su posizioni nettamente contrapposte.
