Ceuta è stata nuovamente interessata da un arrivo massiccio di persone che hanno attraversato a nuoto il tratto di mare o sono costeggiate il frangiflutti del Tarajal per raggiungere l’enclave spagnola.
Arrivi e numeri
Gli sbarchi si sono concentrati nelle ultime ore e le autorità locali hanno parlato di una «situazione di assoluta emergenza umanitaria e sociale». Le registrazioni ufficiali indicano oltre 1.500 arrivi nell’ultima settimana; il presidente della Città Autonoma ha parlato di circa 2 mila persone negli ultimi dieci giorni. Le forze locali hanno ricordato la grande ondata del maggio 2021, quando entrarono in massa circa 5 mila persone in un solo giorno. Nel corso degli interventi di soccorso sono stati inoltre recuperati 9 corpi, secondo le autorità sanitarie e di emergenza.
Misure di sicurezza e schieramento
L’assemblea di Ceuta ha chiesto la chiusura della frontiera con il Marocco, il dispiegamento dell’esercito e la dichiarazione dello stato d’emergenza nazionale. Il ministero spagnolo ha annunciato che le Forze Armate rafforzeranno la Guardia Civil per mantenere la sicurezza nell’enclave.
Reazioni politiche e diplomatiche
Il governo iberico ha detto che mobiliterà i mezzi necessari per riportare la situazione alla normalità e invierà ulteriori soldati sul territorio. Pedro Sánchez ha scritto su X che l’esecutivo è impegnato a dare una risposta immediata. In Italia la premier Meloni ha affermato che sono «pronti a strumenti straordinari, come la sospensione di Schengen con Madrid»; la frase è stata riportata integralmente dalle comunicazioni ufficiali arrivate alla stampa.
Reti di trafficanti e rimpatri
I sindacati della Polizia nazionale, Sup e Jupol, hanno parlato di un «collasso totale» e hanno accusato le autorità marocchine di non impedire i massicci ingressi irregolari. Il Marocco ha respinto le accuse, attribuendo gli attraversamenti alle reti criminali dedite al traffico di esseri umani e definendo la collaborazione con la Spagna «esemplare». Il ministero dell’Interno spagnolo ha annunciato l’impegno a rivedere e stabilire meccanismi per accelerare il rimpatrio di chi è entrato illegalmente a Ceuta.
Il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha annunciato che si recherà d’urgenza a Ceuta per coordinare il rafforzamento del coordinamento con Rabat e le misure operative sul campo.
