Alexander Dobrindt ha reso noto che il governo tedesco ritiene la Russia responsabile dell’attacco ibrido che ha portato un drone carico di esplosivo vicino a un cargo ucraino all’aeroporto di Lipsia, ritrovato il 4 agosto.
Lo ha annunciato il ministro dell’Interno in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri Johann Wadephul, indicando che Berlino considera il caso parte di una campagna di operazioni «ibridi» dirette contro l’Europa. Dobrindt ha sottolineato che la Germania «non è in guerra», ma che è «quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida».
Le accuse di Berlino e le evidenze tecniche citate
Secondo il ministro, «la configurazione del drone, i componenti, la tecnologia di detonazione e gli esplosivi sono noti da altre operazioni russe». Dobrindt ha spiegato che la tecnologia rilevata «indica un alto livello di competenza tecnica» e ha aggiunto che le tracce individuate «conducono in Russia».
Nel dettaglio, il ministro ha parlato di «agenti di basso livello ovvero privati cittadini non addestrati reclutati online da servizi segreti stranieri per spionaggio, propaganda o sabotaggio». Sempre secondo il suo racconto, gli autori «hanno agito per conto delle autorità statali russe». Queste affermazioni sono state presentate come base per l’accusa formale lanciata da Berlino.
Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha accompagnato le parole con misure concrete: ha detto che il governo ha disposto la chiusura di un centro culturale russo a Berlino e la chiusura del consolato russo a Bonn, e ha annunciato l’inasprimento dei controlli all’ingresso per i cittadini russi. Wadephul ha inoltre affermato che la Germania intensificherà la pressione sulla cosiddetta “flotta ombra” e intende proporre nuove liste di individui russi in relazione ad attacchi ibridi nell’Unione europea.
Reazioni europee e appelli di solidarietà
La decisione tedesca ha determinato una serie di reazioni istituzionali nell’Unione europea e fra gli alleati. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha scritto su X: «Quando uno di noi viene preso di mira, restiamo tutti uniti. La nostra piena solidarietà va alla Germania in seguito all’attacco ibrido russo a Lipsia». Metsola ha aggiunto che «non ci lasceremo intimidire né dividere».
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha riferito di aver parlato con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e ha dichiarato che «l’UE è pienamente solidale con la Germania». Von der Leyen ha annunciato che la questione sarà discussa con il segretario generale della NATO e che i ministri degli Esteri esamineranno anche eventuali sanzioni aggiuntive.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha parlato di «prove inequivocabili» e ha detto di aver sentito il cancelliere Merz: la Nato «continuerà a rafforzare la sua capacità di deterrenza». In Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato che gli eventi in Germania sono «estremamente gravi», ma ha espresso fiducia sul fatto che attacchi diretti all’Europa non convengano a Mosca.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito le compagnie aeree sul rischio nello spazio aereo russo, chiarendo che l’Ucraina «non minaccia l’aviazione civile in quanto tale» ma che «ci saranno semplicemente droni nei cieli della Russia su una scala che deve essere presa in considerazione». Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha scritto su X che l’attacco ibrido a Lipsia si inserisce «nella strategia aggressiva» russa e ha chiesto risposte decise, comprese ulteriori sanzioni.
La premier italiana Giorgia Meloni ha espresso «piena solidarietà con la Germania», richiamando l’importanza di una risposta unita degli alleati. Nel complesso, le capitali europee manifestano sostegno a Berlino e sollecitano misure coordinate per impedire nuovi attacchi di natura ibrida.

Risposta di Mosca e misure tedesche
La controreplica ufficiale di Mosca è arrivata tramite la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, che ha negato ogni coinvolgimento e ha accusato la Germania di «sponsorizzare il terrorismo» in riferimento alle forniture di armamenti e agli aiuti all’Ucraina. Zakharova ha inoltre avvertito che la Russia risponderà a qualunque «azione anti-russa», secondo le agenzie che hanno rilanciato la dichiarazione.
Allo stesso tempo, il governo tedesco ha messo in atto una serie di contromisure presentate da Wadephul. Fra le misure elencate figurano la chiusura del centro culturale russo a Berlino e del consolato russo a Bonn, l’inasprimento dei controlli per i cittadini russi che entrano in Germania, un rafforzamento della vigilanza contro la “flotta ombra” e la proposta di nuove liste di individui collegati ad azioni eversive.
Nel delineare il quadro, i ministri tedeschi hanno ribadito che le tracce tecniche raccolte sul drone trovano analogie con episodi già attribuiti a operazioni russe, e che le indagini continueranno per dettagliare responsabilità e canali operativi. Le autorità hanno dichiarato che renderanno più difficile l’attività sul territorio tedesco di chi venga ritenuto coinvolto in attacchi ibridi.
Wadephul ha detto inoltre che il consolato tedesco in Russia verrà chiuso dal 18 settembre e che «il contratto della Casa russa viene risolto», con l’obiettivo di limitare la capacità di operare sul territorio tedesco. Queste misure costituiscono il primo pacchetto pubblico di contromisure adottate da Berlino dopo le conclusioni sulle responsabilità dell’attacco a Lipsia.
Roberta Metsola, Ursula von der Leyen, Mark Rutte, Antonio Tajani, Giorgia Meloni e i rappresentanti ucraini hanno espresso sostegno e chiarezza sulla necessità di non lasciarsi intimidire; dalla parte russa la portavoce Maria Zakharova ha invece respinto le accuse e preannunciato contromisure.
