Giovanni Malagò, presidente Figc, ha ricevuto tra 600 e 700 messaggi sulla nomina del commissario tecnico durante il collegamento con il panel del Sole 24 Ore dedicato all’indice di sportività delle città italiane, a partire da questa mattina. Per cortesia istituzionale ha chiarito: «Per educazione ho sempre risposto» e «Parlerò con tutti il prima possibile, come è giusto che sia». Il mancato arrivo di Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale ha scatenato una vera e propria bufera sul movimento calcistico nostrano, con la maggior parte delle critiche che riguardano l’ingerenza della politica nello sport. L’intervento ha offerto anche un quadro sul rilancio dei settori giovanili e sul metodo di lavoro che intende seguire prima della scelta.
Messaggi e tempi della scelta
«Durante questo collegamento avrò ricevuto 600 o 700 messaggi, è da questa mattina che sto ricevendo tantissimi messaggi, per educazione ho sempre risposto», ha detto Malagò, legando l’ondata di contatti al dibattito sulla nomina del commissario tecnico. Ha promesso di rispondere a tutti e di parlare con ogni interlocutore, segnalando un passaggio di ascolto preliminare rispetto alle decisioni formali. Ha aggiunto che i passaggi verranno condivisi e comunicati con chiarezza, includendo tempi e motivazioni della scelta, così da evitare letture parziali o attese non allineate. L’impegno, ha ribadito, riguarda anche chi ha chiesto informazioni in queste ore: «Per educazione ho sempre risposto».
Giovani, filiera e credibilità agonistica
Sul piano tecnico Malagò ha avvertito: «Il nostro recupero di credibilità in termini agonistici non è scontato». Ha spiegato che serve lavorare sui giovani che oggi hanno quindici, sedici o diciassette anni, insieme a una modifica complessiva della filiera che includa didattica, insegnamento e cultura. Ha definito l’operazione «un discorso di semina, come un campo nel quale poi vai a raccogliere», indicando una trasformazione graduale e strutturale, non solo tattica. Nell’ottica delineata, il Paese storicamente calciocentrico deve consolidare anche altre discipline, costruendo competenze e percorsi fin dai primi passaggi educativi. Il tema della nomina del commissario tecnico rientra così in un disegno più ampio: la selezione di ruoli chiave deve procedere in parallelo con investimenti continui sul vivaio e sulla formazione di base.
Indice di sportività e Milano
A proposito dell’indice di sportività, Malagò ha sottolineato che Milano ha beneficiato della spinta delle Olimpiadi, un effetto da lui definito «impressionante». Secondo il presidente, quel traino resterà come tratto distintivo nel tempo, lasciando in eredità una cultura organizzativa e un’attenzione più ampia all’attività sportiva. Ha osservato che, per una grande città, conquistare la vetta dell’indice è più complesso rispetto ad altri contesti, ma il risultato conferma come gli eventi di respiro internazionale possano incidere sulla pratica, sulle infrastrutture e sull’immagine. Nel ragionamento ha richiamato anche il ruolo sociale del calcio, oltre alla sua funzione agonistica, come leva per ampliare la partecipazione e accompagnare il cambiamento del sistema.
L’impegno a «parlare con tutti il prima possibile» resta la bussola operativa indicata da Malagò, insieme alla promessa di rispondere a ogni messaggio ricevuto prima di ufficializzare il prossimo passo sulla nomina del commissario tecnico.
