Gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran per la nona notte consecutiva. Donald Trump ha confermato la nuova operazione, sostenendo che Teheran sia stata colpita “molto duramente” in risposta alla morte di alcuni militari statunitensi. Nelle stesse ore, il CENTCOM ha annunciato il ritrovamento di resti umani in Giordania, nella zona colpita venerdì da missili e droni iraniani.
I resti non sono ancora stati identificati. Proprio in quell’area un soldato americano era stato dichiarato disperso, mentre altri due erano morti durante l’attacco. Non è quindi ancora possibile confermare che quanto recuperato appartenga al militare scomparso.
Trump: “Abbiamo colpito l’Iran molto duramente”
“Abbiamo colpito l’Iran molto duramente di nuovo questa notte”, ha dichiarato Trump, dedicando l’operazione ai soldati americani uccisi negli ultimi giorni. Il presidente ha ribadito che Washington non permetterà a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare e ha promesso conseguenze per gli attacchi contro le forze statunitensi.
Secondo il CENTCOM, i bombardamenti hanno preso di mira strutture militari iraniane, depositi di missili e droni, sistemi di difesa aerea e infrastrutture impiegate per sorvegliare le rotte marittime. L’obiettivo dichiarato è ridurre la capacità dell’Iran di colpire le basi americane e minacciare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz. In alcune città iraniane sono state segnalate esplosioni, ma non è ancora disponibile un bilancio verificato delle vittime e dei danni provocati durante la notte.
Attacco iraniano in Giordania, trovati resti umani
La risposta statunitense è arrivata dopo l’attacco iraniano contro una base in Giordania. Venerdì 17 luglio Teheran aveva lanciato missili balistici e droni contro la struttura militare: due soldati americani erano stati uccisi, quattro erano rimasti feriti e un altro risultava disperso.
Il CENTCOM ha comunicato di avere recuperato resti umani nell’area colpita. Sono in corso gli esami necessari per identificarli e stabilire se appartengano al militare scomparso. Fino alla conclusione delle verifiche, il soldato continua formalmente a risultare disperso.
L’Iran attacca Kuwait, Bahrein e Siria
Teheran ha risposto rivendicando nuovi attacchi contro obiettivi statunitensi nella regione. I Guardiani della Rivoluzione sostengono di aver distrutto un radar di allerta precoce e colpito un deposito di componenti aeronautici e un hangar per droni MQ-9 nella base kuwaitiana di Ali Al Salem. Le informazioni sui danni non sono state verificate in modo indipendente.
Le sirene antiaeree sono scattate anche a Manama, in Bahrein, dove sono state udite esplosioni vicino alla base navale americana. I pasdaran hanno inoltre annunciato un attacco contro un centro di comando nella regione siriana di Al-Tanf.
Gli scambi di attacchi mostrano il definitivo deterioramento del cessate il fuoco che aveva temporaneamente ridotto le ostilità. Stati Uniti e Iran sono tornati a una fase di scontro diretto, con il rischio che il conflitto coinvolga sempre più estesamente i Paesi della regione.
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