Donald Trump prende posizione nella disputa nata intorno alla possibile visita del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a New York in occasione della prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite. Con un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente degli Stati Uniti ha escluso categoricamente qualsiasi ipotesi di arresto del leader israeliano durante il suo soggiorno nel Paese.
Le parole di Trump arrivano in risposta alle recenti dichiarazioni del sindaco di New York, Zohran Mamdani, che nei giorni scorsi aveva affermato di star valutando, insieme ai propri consulenti legali, se esistano le condizioni per dare esecuzione al mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale (CPI) nei confronti di Netanyahu.
Trump: “Netanyahu non verrà arrestato”
Sul suo social Truth, Trump è stato netto: “Benjamin Netanyahu non verrà arrestato, in alcun modo o circostanza, mentre si trova negli Stati Uniti”.
L’ex presidente ha poi rilanciato la polemica spostando l’attenzione sull’Iran: “Gli unici a dover essere arrestati sono coloro che hanno trascinato l’Iran in questa inedita spirale di morte e distruzione, una questione che avrebbe dovuto essere affrontata anni fa dai precedenti presidenti”.
Le dichiarazioni si inseriscono nel contesto delle forti tensioni internazionali che coinvolgono Israele, Iran e Stati Uniti e arrivano mentre Washington continua a contestare la giurisdizione della Corte penale internazionale nei confronti di cittadini israeliani e americani.
Cosa aveva detto il sindaco di New York Zohran Mamdani
La polemica era esplosa dopo un’intervista nella quale il sindaco di New York Zohran Mamdani aveva dichiarato che la sua amministrazione stava verificando se fosse giuridicamente possibile arrestare Netanyahu qualora il premier israeliano arrivasse in città per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu, prevista a settembre.
Mamdani aveva definito Netanyahu “un criminale di guerra” e sostenuto che dovrebbe essere processato all’Aia, precisando però che qualsiasi eventuale decisione dovrà rispettare le leggi vigenti e che il Comune è ancora impegnato in valutazioni con il proprio ufficio legale.
Il mandato della Corte penale internazionale
Nel novembre 2024 la Corte penale internazionale (CPI) ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu nell’ambito dell’inchiesta sulla guerra nella Striscia di Gaza. Israele respinge le accuse e contesta la competenza della Corte, così come gli Stati Uniti, che non aderiscono allo Statuto di Roma istitutivo della CPI.
L’eventuale presenza di Netanyahu a New York per l’Assemblea generale dell’Onu potrebbe quindi riaprire il confronto tra diritto internazionale, immunità dei capi di governo e posizione delle autorità statunitensi, un tema che le dichiarazioni di Trump hanno ulteriormente politicizzato.
