La crisi tra Stati Uniti e Iran continua ad aggravarsi. Dopo giorni di raid, missili e droni, il presidente americano Donald Trump ha lanciato un nuovo avvertimento a Teheran, promettendo una risposta durissima nel caso in cui venissero colpite le infrastrutture energetiche americane o dei suoi alleati. Intanto, secondo fonti citate da Reuters, la Repubblica islamica avrebbe chiesto agli Houthi yemeniti di prepararsi a chiudere il Mar Rosso qualora gli Stati Uniti prendessero di mira la rete elettrica iraniana.
Trump: “La risposta sarà devastante”
Nel corso della giornata Trump ha ribadito che gli Stati Uniti sono pronti ad aumentare la pressione militare sull’Iran se gli attacchi dovessero intensificarsi.
Il presidente americano ha dichiarato che qualsiasi offensiva contro infrastrutture strategiche statunitensi o dei Paesi alleati riceverà una “risposta devastante”, lasciando intendere che Washington non esclude ulteriori operazioni militari. Le dichiarazioni arrivano mentre prosegue lo scambio di raid tra le due parti, dopo la fine della tregua raggiunta il mese scorso.
Teheran prepara la mossa sul Mar Rosso
Sul fronte iraniano, Reuters riferisce che Teheran avrebbe dato istruzioni agli Houthi di essere pronti a bloccare il traffico attraverso il Bab el-Mandeb, il passaggio strategico che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden.
Secondo le fonti, l’ordine scatterebbe solo nel caso in cui gli Stati Uniti colpissero la rete elettrica iraniana. Una simile mossa aprirebbe un secondo fronte marittimo oltre allo Stretto di Hormuz, aumentando ulteriormente i rischi per il commercio internazionale e per le rotte energetiche mondiali.
Proseguono raid e contrattacchi
Nelle ultime ore gli Stati Uniti hanno condotto nuovi bombardamenti contro obiettivi militari iraniani, mentre Teheran ha risposto con il lancio di missili e droni contro basi americane e Paesi alleati nella regione. Secondo le autorità giordane, diversi ordigni sono stati intercettati, mentre il conflitto continua a coinvolgere un numero crescente di attori regionali.
L’eventuale chiusura del Mar Rosso si sommerebbe alle tensioni già esistenti nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio e gas. Gli analisti temono che un’escalation su entrambe le rotte possa avere ripercussioni immediate sui mercati energetici e sul traffico commerciale globale. Nonostante il linguaggio sempre più duro, restano aperti alcuni canali diplomatici, alimentati anche dal recente rilascio di una cittadina americana detenuta in Iran, interpretato da Washington come un possibile segnale di disponibilità al dialogo.
