Il giornalismo italiano perde una delle sue firme più autorevoli e stimate all’estero. Daniele Compatangelo, storico corrispondente da Washington e volto noto per i suoi continui collegamenti con l’Italia, è deceduto improvvisamente nella capitale statunitense. La notizia della scomparsa, legata a un arresto cardiaco improvviso, è stata confermata da persone vicine al cronista.
Al momento le autorità locali stanno effettuando i rilievi di rito all’interno dell’appartamento del giornalista per completare le procedure formali previste dalla legge americana. Poiché Compatangelo possedeva la doppia cittadinanza ed era a tutti gli effetti un cittadino statunitense, le forze dell’ordine hanno provveduto a contattare direttamente i familiari, senza l’obbligo di notifica formale alla rappresentanza diplomatica italiana.
La scomparsa del cronista ha generato una profonda ondata di commozione tra i colleghi della stampa italiana e internazionale distaccati negli Stati Uniti. Chi frequentava i corridoi presidenziali descrive un clima di profondo dolore, con scene di autentico sconforto anche tra il personale della Casa Bianca, dove il reporter era stimato e conosciuto da anni.
Chi era il giornalista Daniele Compatangelo
Nato nel 1975, il giornalista italo-americano vantava una carriera ultraventennale trascorsa nelle principali capitali del mondo, da Pechino a Sydney, fino a Vancouver. Oltre a essere una colonna portante per i network italiani come La7, Sky Tg24 e Tv2000, offriva le sue analisi politiche a testate internazionali del calibro di Shams TV e American Pulse. La sua autorevolezza era certificata anche dal ruolo di membro fondatore dell’associazione dei corrispondenti esteri della Casa Bianca.
Il nome di Compatangelo era tornato al centro della cronaca politica globale solo un mese fa, in seguito a un’intervista telefonica esclusiva ottenuta con il leader repubblicano Donald Trump per la trasmissione L’aria che tira. Al centro del colloquio c’erano stati i retroscena del vertice internazionale G7 di Evian e i rapporti con la presidenza del Consiglio italiana.
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In quell’occasione, le dichiarazioni del tycoon avevano sollevato un polverone diplomatico. Trump aveva sostenuto che Giorgia Meloni avesse insistito fortemente per ottenere uno scatto fotografico insieme a lui a margine del summit, aggiungendo considerazioni personali sul fatto di aver acconsentito solo per cortesia. Il botta e risposta mediatico era stato immediato: la premier italiana aveva fermamente smentito la ricostruzione, definendola completamente priva di fondamento e ribadendo con fermezza la dignità delle istituzioni nazionali. Con la scomparsa di Compatangelo se ne va un cronista di razza, capace di dialogare con i grandi della Terra e di raccontare l’America con rigore, passione e assoluta indipendenza.
